Il governo getta la maschera e si prepara a tartassare gli italiani con nuove tasse e a togliere anche quel poco di buono che era stato fatto. Sotto l’egida del banchiere Draghi, si riparte coi tagli.

E questo sarebbe il modo per aiutare gli italiani ad uscire dalla tremenda crisi innescata dalla pandemia e dalla sua gestione disastrosa? Daniele Franco, ministro dell’Economia, spiega che il margine di extra deficit, ossia la differenza tra l’indebitamento tendenziale e quello programmatico, pari all’1,2% del Pil, può sembrare “grandissimo”, ma le misure da coprire sono tante.

Franco, davanti alle commissioni Bilancio che lo ascoltano, mette le cose in chiaro: ci sono norme molto costose che non potranno essere rinnovate all’infinito, e una di queste è il Superbonus sulle ristrutturazioni al 110%. “Stiamo valutando in che modo tutti i bonus edilizi possano essere prorogati nella legge di bilancio – spiega Franco – perché è importante far ripartire il settore, però dobbiamo tenere a mente che sono uno strumento alla lunga non sostenibile”. Il responsabile del Tesoro ne fa una questione matematica: “Lo Stato non è in grado di sussidiare 50-100 mila euro di spese per 30 milioni di unità immobiliari, l’effetto sui conti sarebbe stratosferico”.

In più, aggiunge, “il comparto delle costruzioni non deve crescere a dismisura”. Stesso discorso per il cashback, uno dei mille fallimenti del governo Conte. E su questo si può essere d’accordo col ministro che non ci pensa nemmeno a farlo diventare “strutturale”. Altro tema caldo sono le cartelle dell’Agenzia delle entrate. Franco mette una pietra tombale su una nuova rottamazione: “Gradualmente bisognerà tornare alla normalità”. Ossia a pagare, e a spennare anche quei cittadini che non hanno più nulla “grazie” alla crisi.

Altro nodo cruciale è la folle riforma del catasto che vuole il governo e che anche Tremonti ha definito un suicidio. Quanto all’aumento del costo dell’energia? Spiega Franco: “È uno degli elementi di incertezza più importanti che grava sulla ripresa”. Infine, ecco la cara vecchia Europa e il ritorno del patto di stabilità. Franco, però, prova a mischiare le carte dicendo che in futuro “sarà meno stringente, però qualche regola ci sarà: il deficit e il debito dovranno scendere, l’avanzo primario aumentare”. Quindi prepariamoci alle tasse.

Fonte: Il Paragone.it

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