Svelato il “rapporto Sauvé”. L’autore: “Ho visto il male assoluto”. Il dolore del Papa.

PARIGI – “Abbiamo scoperto una realtà spaventosa che supera nell’orrore qualsiasi immaginazione”. Chiedendo perdono alle vittime, il presidente della Conferenza episcopale francese, Éric de Moulins-Beaufort, fa capire che non è più tempo dell’omertà. La chiesa cattolica d’Oltralpe vive il suo giorno del Giudizio, con la presentazione dell’atteso “rapporto Sauvé”, dal nome del responsabile che negli ultimi 32 mesi ha indagato con altri ventuno esperti – fra cui teologi, avvocati, psichiatri – sugli abusi dei preti pedofili dal 1950 ad oggi. Il risultato è “sconvolgente” come sottolinea Jean-Marc Sauvé. I vescovi francesi hanno chiamato questo cattolico praticante ed ex vicepresidente del Consiglio di Stato per tentare di far luce sui crimini sessuali compiuti da sacerdoti in totale impunità e che per la giustizia francese sono ormai quasi tutti prescritti.

Partendo da centinaia di testimonianze ma anche dallo studio di vari archivi storici, la commissione ha rintracciato oltre 3200 preti sotto accusa, molti defunti. Usando calcoli statistici, la commissione ha elaborato una stima pari a 212mila vittime della pedocriminalità in parrocchie e seminari, una cifra che aumenta fino a oltre 300mila se si aggiungono i membri laici della Chiesa. Il rapporto è implacabile, parla di un vero e proprio “sistema” fatto di “silenzi” e “omissioni”, di una “copertura istituzionale” durata fino all’inizio degli anni Duemila quando sono cominciati i processi a preti accusati di pedofilia. Ma anche davanti ai primi scandali, nota il rapporto, la Chiesa ha manifestato a lungo una “profonda e crudele indifferenza”.

La presentazione del rapporto è stata introdotta da un duro intervento di François Devaux, presidente di un’associazione di vittime. “Siete la vergogna dell’umanità”, ha detto Devaux rivolgendosi alla platea in cui c’erano tanti prelati e invocando la necessità di un “Concilio Vaticano III”. La Commissione indipendente sugli abusi sessuali nella Chiesa cattolica (Ciase) è stata creata nel 2018 per volontà della conferenza episcopale e della conferenza delle congregazioni. “Per me la cosa più terribile è stata aver visto il male assoluto, la violazione dell’integrità fisica e psichica di bambini. Un’opera di morte, perpetrata da persone con la missione di portare vita e salvezza”, ha confidato Sauvé in una drammatica conferenza stampa che ha portato anche Papa Francesco a reagire. Il Pontefice, ha detto il portavoce del Vaticano, ha “appreso con dolore” le notizie, rivolgendo il suo pensiero “anzitutto alle vittime, con grande dispiacere per le loro ferite e gratitudine per il loro coraggio nel denunciare”.

La Chiesa di Francia, la “sorella maggiore”, è una delle ultime ad affrontare l’orrore della pedofilia, dopo le tanti commissioni già organizzate dagli Stati Uniti all’Irlanda alla Germania. Papa Francesco, che aveva incontrato una delegazione di vescovi d’Oltrape qualche settimana fa, ha auspicato che i vescovi francesi possano ora andare verso “una via di redenzione”. Il rapporto contiene una quarantina di raccomandazioni, dall’abolizione del segreto della confessione all’istituzione di un tribunale penale canonico. La commissione prende anche posizione nel dibattito su eventuali risarcimenti alle vittime, laddove la conferenza episcopale finora ha ipotizzato solo “contribuiti”. Il rapporto parla invece di risarcimenti, finanziati dalla Chiesa e non dalle donazioni di fedeli che, ha sottolineato Sauvé, “sono anche loro vittime indirette di quello che è accaduto”.

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