I due scienziati americani hanno capito i meccanismi alla base del nostro tatto nella percezione della temperatura. Una innovazione utile anche al trattamento del dolore cronico

Il premio Nobel per la medicina è stato assegnato a David Julius e Ardem Patapoutian per le loro scoperte sulla capacità della pelle di sentire la temperatura. Si tratta di particolari recettori alla base del nostro tatto e dei meccanismi che regolano la percezione del freddo e del caldo. Le ricerche scientifiche dei due scienziati americani trovano un’importante applicazione nel trattamento del dolore cronico e segnano così il traguardo della 120esima edizione del prestigioso premio. Lo scorso anno era stata la volta di Harvey J. Alter, Michael Houghton e Charles M. Rice: i tre scienziati hanno scoperto il virus alla base dell’epatite C conquistando la medaglia d’oro e la somma complessiva di un milione di euro. «La nostra capacità di percepire il calore, il freddo e il tatto è essenziale per la sopravvivenza e sostiene la nostra interazione con il mondo che ci circonda. Nella nostra vita quotidiana diamo per scontate queste sensazioni, ma come vengono avviati gli impulsi nervosi in modo che la temperatura e la pressione possano essere percepite? Questa domanda è stata risolta dai vincitori del Premio Nobel di quest’anno», si legge nella nota ufficiale diffusa dalla Commissione del premio.

David Julius ha utilizzato la capsaicina, un composto pungente del peperoncino che induce una sensazione di bruciore, per identificare un sensore nelle terminazioni nervose della pelle che risponde al calore. Ardem Patapoutian invece si è servito di cellule sensibili alla pressione per scoprire una nuova classe di sensori che rispondono a stimoli meccanici nella pelle e negli organi interni. «Queste scoperte rivoluzionarie hanno avviato intense attività di ricerca che hanno portato a un rapido aumento della nostra comprensione di come il nostro sistema nervoso percepisce il calore, il freddo e gli stimoli meccanici» ha continuato la Commissione, sottolineando come i vincitori abbiano «identificato i collegamenti critici mancanti nella nostra comprensione della complessa interazione tra i nostri sensi e l’ambiente».

 

Fonte: open.online

 

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