Da sempre l’italico stivale, per dirla alla Gianni Brera, è preda di correnti. Di ogni tipo. Meteorologiche, politiche, elettriche, umanitarie, culturali, di pensiero, e chi più ne ha, più ne metta.

Da ultimo imperversa quella dei ‘prevenzionisti’. Già, come se da una settimana soltanto fioccassero a decine infortuni mortali del lavoro. Si è destato dal consueto letargo pure il Quirinale ed allora tutti a cianciare, discorrere, ammonire, esortare, maledire, imprecare, piangere, invocare, promettere, ma…., a breve, tra amministrative, campionato, Coppe, Allegri e scontenti…., vedrai che sonno.

Parliamoci chiaro, senza empirismi, e scopriamo l’approccio pratico che, ad esempio, viene riservato in tema a Viterbo.

Lo SPRESAL della ASL Viterbo. Circa la sua attività, di questi tempi, colpisce il suo recente incontro, assai attenzionato, con l’organismo provinciale di coordinamento della vigilanza e SOLO alcune organizzazioni sindacali. Sapete come è andata? Prepariamo un tavolo di lavoro. Tipico di quelle parti ove un tempo si diceva: “È finita a pizza e fichi”…, e ci saremmo.

Addirittura, alla faccia dei proclami sulla trasparenza, e l’immancabile rivendicata ‘eccellenza’ (Zingaretti ancora tira per il DEA di 2^ livello a Belcolle!!!!) si è scoperto pubblicamente che, in soldoni, tutti noi abbiamo pagato, almeno fino a 3 anni fa, una valente dottoressa che avrebbe dovuto occuparsi ed aggiornare il sito della ASL Viterbo con dati oggettivamente in tempo reale (su infortuni del lavoro e malattie professionali): niente, la simpatica trolley-woman si è fermata al 2012, ma ha ricevuto la direzione di una UOSD. Con del. 677 del 26.03.21 aritanga: si nomina la “Responsabile sistemi informativi e formazione”: altro Dirigente Medico femminile, appena giunta a Viterbo (gennaio 2021). Ma…?

Vabbè, in fondo sono numeri….: “Non facciamo tanto gli stupiti”, esploderebbe Merigo-Panariello, numeri che sono i veri ed unici indicatori di dove focalizzare l’attenzione e l’impegno PREVENTIVO, una sorta di faro che segnala criticità, ove convogliare le truppe del dottor Augusto Quercia, Direttore SPRESAL e Capo Dipartimento Prevenzione in ASL: 8 Medici del Lavoro in organico, escluso esso stesso, ed una Dermatologa Professionale.

Urgono alchimie strategiche e non mancano settori bersaglio come l’incontro in parola ha evidenziato. Gettiamo un sasso nello stagno. Anno scorso una lavoratrice in ambito nocciolocoltura si è vista riconoscere in giudizio dall’INAIL quale malattia professionale una neoplasia polmonare, causa la esposizione a polveri di nocciole. Queste ultime contengono ‘silice libera cristallina’ che è oggi riconosciuta come “agente cancerogeno”: sul punto vedasi il D.Lgs. 44/2020, su direttiva UE 2017/2498.

Ecco la domanda: lo SPRESAL ha valutato l’opportunità di attività ispettiva nel settore assai diffuso in provincia della nocciolocoltura? Attualmente il bacino di Civita Castellana, un tempo di elezione per la silicosi contratta nelle lavorazioni della ceramica per sanitari, è giù di corda, parlarne non fa male, ma il nuovo rischio emergente?

Ecco la utilità dei dati, dei numeri, delle statistiche….aggiornate.

Lasciamo stare i teatrini della Settimana Europea della Sicurezza, i webinar, le tavole rotonde o meno (da quell’incontro ne è subito spuntata un’altra), il Safety Day del 25 ottobre, e vediamo nello spiccio, ancora per un esempio, che fine è stata riservata ai casi COVID-19 relati di Belcolle, ove purtroppo giganteggia anche un evento mortale.

L’avvocato del popolo Giuseppe Conte si è fatto grande circa il super-bonus per l’edilizia: prolungata l’opportunità di accedervi, nuovi impulsi lavorativi e arivai col tango.

Lo SPRESAL è stato mai schierato in campo nel settore specifico?

Quanti ispettori (TPALL) conta in organico?

Un tempo 24, ora 12, sì e no. Dove vengono indirizzati? Forse negli studi dentistici o magari in qualche deposito di fitofarmaci? e l’agricoltura? Eterna reietta! Perché i controlli(?) si incentrano solo su strutture sanitarie convenzionate, ma quelle ASL non si toccano? Vedi i locali dell’ex distretto di Vetralla!!

Peccato! È scaduto il tempo delle passerelle e delle diapositive, dei pasticcini e dei bon bon, le chiacchiere hanno rotto i … timpani, il COVID-19 cessa di essere un alibi: il Lazio è tra le 4 regioni con più alto tasso di infortuni del lavoro, magari il dottor Maurizio Di Giorgio (Dirigente Area Sicurezza sui Luoghi di Lavoro alla Regione Lazio) ne prenda atto, allerti i suoi uomini e suoni la sveglia, almeno quella, per la carica c’è tempo!!!!

By John Wick

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