Catone diceva “rem tene, verba sequentur”. Se conosci l’argomento, le parole verranno di conseguenza. E il punto è che le parole per descrivere cosa penso di quel che sta accadendo non le ho.

Ho in mente sensazioni su scenari ma quando devo metterle nero su bianco, ho un blocco. E quando ciò accade, evito di forzare la mano e scrivere. Il lettore è perfettamente in grado di capire quando qualcosa è scritta di malavoglia. Mentre gli articoli migliori li scrivo in dieci minuti. Invece se dovessi scrivere un articolo su cosa credo che stia accadendo, mi accorgono che le parole non mi vengono. Forse perché sono confuso.
Però ho le parole per descrivere le mie sensazioni. E se vi accontentate di quelle, ve le scrivo in questo articolo. Se invece, lecitamente, non vi accontentate, vi prego di scusarmi per il tempo rubato.

La mia sensazione è che stia per accadere qualcosa di molto pesante. Non so ad opera di chi. Non so se di positivo o negativo. Ma tutte queste urla, questi toni violenti, questa rabbia, questa aggressività mi sanno di sistema a due passi da un collasso. Si tratta di una sensazione che comincia a non essere percepita più soltanto da me ma che circonda chiunque mi sia accanto, tra amici e collaboratori vari.
Se una classe dirigente ha questo bisogno spasmodico di vaccinare per forza tutti, addirittura mettendo in pericolo due secoli di conquiste sociali e civili, non si può giustificare la cosa soltanto con l’emergenza. Deve esserci sicuramente qualcosa che non sappiamo e che ha reso in questi ultimi diciotto mesi questa dirigenza profondamente cattiva, spietata e aggressiva. E’ come se si stesse per assistere ad un cambiamento di equilibri. E’ come se un intero sistema di potere che comprende la politica tradizionalmente intesa, i media, traversando informazione ed intrattenimento, l’asse finanziario e quello sociale, stesse per essere investito da uno tsunami di proporzioni bibliche che li devasterà. E che quella del vaccino rappresenti una questione di vita o di morte per perpetuare questo sistema o per far fuori chi ad esso subentrerà. Anche se non so dire in che termini.

Sono idee confuse, sensazioni, vibrazioni. Ma questo è ciò che sento.
Questa è la bozza su cui svilupperò un ragionamento mano mano che le cose andranno avanti. Sperando che mi vogliate leggere anche se non riesco ancora a tradurre in un articolo più strutturato quello che penso.
Prendetelo come un articolo pilota.

di Franco Marino.

Fonte: ildetonatore

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