La struttura è sorta grazie alla fusione di due grandi impegni: quello dell’Amministrazione Comunale di Desio nel cercare di ricostruire il tessuto sociale avvelenato dalla presenza mafiosa sul territorio e quello della cooperativa Atipica nel creare opportunità per le famiglie valorizzando le risorse che si hanno.

E’ così che struttura sequestrata nel corso di un’operazione per contrastare la criminalità organizzata è diventata un centro in grado di fornire opportunità e supporto ai papà che, nel corso della loro separazione, trovano difficoltà a reperire un alloggio per sé e per offrire ai propri figli uno spazio di incontro adeguato.

La nuova casa dei papà separati

Il bene confiscato è una villa indipendente di circa 270 metri quadri su tre livelli, con giardino di circa 150 metri quadri e un box auto al piano seminterrato di circa 84 metri quadri. Nel corso del 2018 l’Amministrazione comunale ha offerto l’opportunità a realtà del terzo settore di poter entrare in possesso del bene per creare progetti innovativi. E’ attraverso questo bando che, alla fine del 2018, in una cerimonia che ha coinvolto tutta l’amministrazione capitanata dal sindaco Corti e dall’assessore alle politiche sociali Paola Buonvicino, i principali protagonisti dell’inchiesta con Alessandra Dolci della Direzione Investigativa Antimafia e i rappresentanti delle forze dell’ordine, le associazioni e la cittadinanza si è svolta l’assegnazione ufficiale dello stabile alla cooperativa

Per realizzare la ristrutturazione dei due beni, ATIPICA – che essendo un ente privato non vi sarebbe tenuto per legge – ha voluto affidare i lavori con un bando che rispettasse al massimo trasparenza, legalità, rispetto delle regole e tutela dei diritti dei lavoratori, oltre alla capacità imprenditoriale degli esecutori e alla qualità e all’economicità dell’opera.  A tal fine, ATIPICA ha deciso di affidarsi a Brianza SiCura, un’associazione specifica per l’educazione alla legalità e il contrasto alla corruzione. È stato stilato un protocollo d’intesa con alcuni obblighi molto stringenti che le imprese concorrenti hanno dovuto adempiere per partecipare al bando. Sono state presentate offerte da parte di tre imprese e i lavori di ristrutturazione sono stati aggiudicati alla società Maker Costruzioni nel corso del 2019.

Il blocco a causa della pandemia

Le prospettive per avviare il centro nel corso del 2020 sono andate in fumo a causa dell’esplosione della pandemia che non solo ha condizionato pesantemente la programmazione e la conclusione lavori ma ha anche costretto a  rallentare l’avvio a causa delle incertezze economiche che hanno colpito tutto il sistema della cooperazione sociale. L’impegno economico per la ristrutturazione e l’arredamento della sede è stato infatti sostenuto attingendo alle risorse di Atipica senza finanziamenti di supporto.

I primi papà ospiti della struttura

Ora tutto è pronto per poter avviare ufficialmente le attività e accogliere i primi ospiti. La struttura è stata resa idonea ad ospitare otto adulti (padri separati) per un periodo massimo di dodici mesi, eventualmente rinnovabili e, per i cittadini di Desio, ci saranno agevolazioni rispetto all’eventuale lista di attesa e durata della permanenza.

La volontà da parte della cooperativa di creare opportunità di maggior favore per i cittadini di Desio è frutto della grande collaborazione sviluppata sia con il servizio sociale cittadino sia con la Giunta. Proprio in questi giorni, per dare anche un valore simbolico al centro, si stanno aprendo le discussioni per definire a chi intitolare la struttura. Nella collaborazione fra Atipica e il comune di Desio è stato da subito forte la sintonia che, al di là del progetto e della specifica attività che si svolgerà nell’edificio di Via Adamello, fondamentale è proseguire in tutti i modi una costante e forte azione di promozione di tutte quelle attività che servono a contrastare l’affermarsi di logiche criminali e della criminalità organizzata nel paese.

Il centro non si occupa esclusivamente di offrire ai padri separati in difficoltà una casa ad un costo sostenibile ma anche di dare loro un supporto nei percorsi di ricostruzione sociale e di rafforzamento delle competenze genitoriali. Il progetto ha previsto inoltre spazi comuni in cui poter valorizzare l’esperienza di mutuo aiuto e una ludoteca, spazio di convivenza padre-figlio. Ulteriori beneficiari del progetto saranno gli stessi figli delle coppie separate, divorziate o in via di separazione.

 

Fonte: mbnews.

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