Nel gran vortice di disinformazione sul tema tamponi, green pass e vaccini, è stata coinvolta anche un’azienda di tutto rispetto che ha ben centrato il problema del green pass per i suoi dipendenti.

Quasi tutti i giornali si sono ben guardati dal riportare integralmente la lettera che il presidente di NaturaSì, azienda specializzata nella grande distribuzione organizzata di prodotti biologici e biodinamici, presente con diversi store sul territorio italiano, ha inviato ai suoi 1.650 dipendenti.

Poi, ovviamente, i soliti mainstream asseverati al potere, hanno addirittura estrapolato alcune parti della lettera, quasi a fare credere che questa scelta stia supportando la filosofia dei No-vax.

Per dovere di cronaca vi riportiamo la lettera per intero, con il video commentato da uno dei tanti giornalisti, che ancora usa la testa per ragionare, Francesco Amodeo.

Carissimi collaboratori, stiamo tutti vivendo una situazione difficile, per molti versi paradossale, innescatasi con la comparsa del virus. Non vogliamo come azienda prendere posizione in questa babilonia di voci assordanti e contraddittorie, dove è molto difficile distinguere la verità dalla menzogna, la realtà dalla semplice opinione.

Di una cosa pero siamo certi, la libertà individuale cerchiamo di difenderla con tutte le nostre forze, per non entrare nel meccanismo  di lotta e di divisione tra le persone, che questa situazione sta innescando.

Siamo in un’epoca in cui, ogni persona ha la possibilità ed il dovere di decidere della propria vita e della propria responsabilità, nei confronti di se stesso della natura e della comunità umana.

Oggi più che mai, c’è la possibilità di conoscere e conseguentemente di fare scelte coerenti e consapevoli, come azienda quindi, abbiamo deciso nel rispetto delle libertà di ognuno e per evitare discriminazioni nell’ambito del lavoro, di permettere a tutti di svolgere regolarmente  i propri compiti in azienda.

Per chi, quindi ha deciso con coscienza e responsabilità di non vaccinarsi, provvederemo a contribuire al costo dei tamponi  richiesti dalla legge, fino al termine dello stato di emergenza al momento fissato al 31 dicembre, per esercitare il proprio compito lavorativo a meno che lo stato, non provveda alla spesa come fa per i vaccini.

Chiediamo in azienda, discrezione e rispetto per qualsiasi scelta ogni persona in libertà si senta di fare,  e vorremmo fosse impegno di ognuno, evitare di entrare in un meccanismo di giudizio, discriminazione, tanto più di lotta, che è uno dei problemi maggiori che sta innescando questo virus, nei rapporti tra le persone, oltre che occupare le nostre coscienze, che dovrebbero essere impegnate su compiti e pensieri ben più fecondi per l’umanità, che non essere presi da sentimenti di paura e di conflitto tra persone.

Con questo, reputiamo di fare cosa utile in armonia con i principi e gli scopi della nostra azienda, che hanno sempre cercato di  rispettare e far crescere le coscienze individuali, nella liberta e nel rispetto reciproco, operando per un ideale di salute globale e non solo individuale.

Così si legge nella missiva firmata dal presidente di EcoNaturaSì, Fabio Brescacin.

I punti salienti della lettera, da noi evidenziati, sono stati abilmente omessi da gran parte delle testate convinte di fare vera informazione.

Oggi voglio leggervi una lettera ricevuta dal gruppo ‘In difesa della libertà’ firmata dal Presidente del Gruppo #EcoNaturaSì e indirizzata ai propri dipendenti. Voglio portarla alla vostra attenzione con la speranza che possa essere di esempio a tanti e, soprattutto, che possa spingere i consumatori a premiare chi si rende protagonista di iniziative del genere

Francesco Amodeo

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