L’avvocato israeliano della famiglia a cui il bimbo è stato sottratto è deciso: «Il piccolo deve essere restituito «oggi, non domani, nè dopodomani». La procura di Pavia indaga una terza persona: è l’uomo che ha guidato l’auto fino a Lugano

 «Vi confermo che mia moglie Aya è già in Israele»: è quanto ha detto Or Nirko, zio paterno di Eitan, unico sopravvissuto nella strage del Mottarone, in un messaggio inviato ai giornalisti che sono davanti alla sua abitazione a Travacò Siccomario. Aya Biran è partita sabato. «Obiettivo della signora Biran-Birko è di riportare Eitan a casa sua in modo pacifico e senza ritardi». Lo ha detto in Israele il portavoce Eytan Har-Or confermando l’arrivo della affidataria della tutela del piccolo sopravvissuto alla tragedia del Mottarone. La signora – ha aggiunto – è «accompagnata da funzionari diplomatici». Aya Biran-Birko dovrà ora entrare in quarantena.

L’arrivo in Israele – ha spiegato il portavoce – è «avvenuto a seguito del rapimento illegale di Eitan sul quale in Italia è stata avviata una indagine penale con il sospetto di circostanze aggravate. La signora Biran-Birko – ha proseguito il portavoce, dopo aver ricordato che in Israele è in corso una indagine penale nei confronti dei rapitori  – è turbata dalle informazioni circa lo stato psicologico e mentale di Eitan e di quanto viene compiuto dai suoi rapitori nel lungo periodo che è nelle loro mani».
«La casa di Eitan – ha spiegato – è in Italia. Eitan deve rientrare senza ritardi affinchè possa proseguire i suoi studi in prima elementare che aveva iniziato una settimana prima del rapimento e che aspettava con ansia e a cui si era preparato molto. E che possa proseguire le cure di riabilitazione e di sostegno mentale in corso, interrotte a causa del rapimento. I suoi zii, i nonni in Israele e le cugine, per Eitan sorelle, i suoi compagni di studio, l’equipe medica e la Comunità ebraica aspettano il ritorno del piccolo Eitan – ha proseguito il portavoce – alla routine e alla stabilità, così importanti dopo il disastro. La famiglia Biran – ha concluso il portavoce – chiede a tutti media di non pubblicare le immagini del minore a viso scoperto e che sia rispettata la sua privacy».

L’udienza al Tribunale della famiglia di Tel Aviv sul caso di Eitan è stata anticipata, dal 29 settembre inizialmente previsto, a giovedì prossimo 23 settembre. Lo riportano i media. Secondo radio Kan , la signora Biran si è rivolta al Procuratore generale Avichai Mandelblit chiedendo di «riavere Eitan al più presto sulla base della Convezione dell’Aja». Aya Biran inoltre si è rivolta alla polizia per essere interrogata.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *