«Avanti tutta finché la dittatura non sarà distrutta». Questa una delle frasi urlate dal corteo di No Green pass e No vax riunito a Milano per protestare contro l’estensione dell’obbligo della Carta verde e contro i vaccini. Da piazza del Duomo la marcia non autorizzata si è diretta in Via Orefici per poi giungere in via Dante. L’obiettivo era quello di congiungersi con la manifestazione autorizzata all’Arco della Pace, provocando nel frattempo non pochi disagi al traffico e ai mezzi pubblici diretti in centro e bloccati. La sfilata di protesta però ha sfidato le direttive della questura non fermandosi all’Arco ma continuando a marciare verso la sede milanese della Rai in corso Sempione. La rabbia dei manifestanti si era espressa nelle ultime ore sui gruppi Telegram dopo l’iscrizione nel registro degli indagati delle 29 persone che lo scorso sabato 11 settembre avevano preso parte alle stesse proteste documentate anche da Open. A questo proposito la questura di Milano aveva prescritto per le proteste di oggi 18 settembre che le manifestazioni No Green pass avvenissero solo in forma statica in piazza Sempione. Ma in circa 3 mila hanno sfidato il divieto. L’allerta è massima, soprattutto per le modalità di azione diffuse nei gruppi online «no dittatura»: «Secchi di benzina contro gli agenti».

A Roma il corteo: «Libertà di salute e di lavoro»

Anche a Roma il gruppo di No Green Pass sfila per le strade della capitale soprattutto contro l’ultima decisione del governo di estendere l’obbligo di Carta verde nei posti di lavoro pubblici e privati. Al grido di «Rivoluzione» i manifestanti continuano a marciare alla presenza delle autorità presenti sul luogo della manifestazione. «Libertà di salute, libertà di pensiero, libertà di lavoro, no al Green pass», ha continuato a gridare la folla.

Torino: gli anarchici in testa al corteo

Dopo un presidio iniziato a metà pomeriggio, il corteo dei No Green pass a Torino è partito da Piazza Castello contando circa un migliaio di partecipanti. La folla chiede «un processo come a Norimberga» per tutti i creatori della «dittatura sanitaria paragonabile al nazismo». Sventolando bandiere tricolore, la folla ha sfilato alla presenza anche dei banchetti allestiti dagli anarchici e dagli antagonisti delle case occupate torinesi per la vendita di materiale di «controinformazione». Dopo poco tempo il furgone degli anarchici è passato in testa al corteo con microfoni e casse acustiche. «Ora più che mai è necessario alimentare sacche di disobbedienza e resistenza» hanno detto gli esponenti del movimento No Tav, anche loro presenti in piazza.

Padova: «Giù le mani dai bambini»

A Padova il corteo dei No vax e No Green pass grida: «Giù le mani dai bambini». Il riferimento è alle ultime dichiarazioni degli enti regolatori, sia americano che europeo, sull’imminente via libera per la somministrazione dei vaccini a mRna anche nei giovanissimi dai 6 mesi fino agli 11 anni d’età.

Cagliari: «Non siamo cavie né demoni»

In piazza Costituzione a Cagliari i No vax e no Green pass si sono riuniti inveendo contro «i giornalisti corrotti» e invocando per loro il perdono «perché non siamo demoni ma spiriti di luce». La manifestazione è continuata con gli slogan antiscientifici e anti governo. «Non siamo cavie», hanno gridato i presenti, rimasti orfani del loro solito luogo di raduno in piazza Garibaldi dove invece è stato organizzato un open night vaccinale.

Livorno: protesta davanti al “Tirreno”

L’invettiva contro i giornalisti accade anche a Livorno dove i manifestanti No Green pass e No Vax si sono dati appuntamento davanti la sede del quotidiano locale “Il Tirreno” invitando i lavoratori dell’informazione a vergognarsi.