Dopo il convegno in Senato organizzato dalla Lega, politica e media mettono all’indice IppocrateOrg, l’associazione di medici che ha curato il Covid sfidando i fallimentari protocolli ministeriali. Vengono accusati di essere “incompetenti”, “stregoni”, “segreti”.

La Bussola è andata a conoscerli e qui intervista la coordinatrice scientifica Chifari Negri: «Diamo fastidio perché in appena 150 medici abbiamo salvato 60mila pazienti dimostrando che il Covid si cura, ma ci sono molti interessi contrari: in quale altra patologia si aspetta che la situazione sia disperata prima di intervenire?». I farmaci? «Gli studi ci sono».

Si sono presi degli incompetenti dalla Federazione dei medici di base, il “virostar” Burioni ha evocato la segretezza dei loro volti e li ha accusati di diffondere bugie. Il Pd ne ha approfittato per accusare la Lega di diffondere teorie ambigue e in generale vengono trattati con sufficienza, come fossero stregoni perché difendono la bontà di farmaci come Ivermectina e Idrossiclorochina nella cura del Covid.

E adesso che sono approdati in Senatoper un convegno che li ha visti relatori assieme a molti altri medici nel mondo per quello che è di fatto il primo congresso sulla cura del Covid organizzato in Italia, per l’associazione IppocrateOrg è scattata la tagliola della gogna mediatica. Un articolo del Corriere della Sera li fa passare per ciarlatani senza neppure intervistarne uno.

Invece, dietro l’associazione fondata da Mauro Rango si cela il lavoro di medici che in un anno e mezzo di pandemia hanno curato 60mila pazienti. La Bussola è andata a conoscerli durante una pausa dei lavori che si concluderanno oggi, e ha scoperto non solo che non si tratta di ciarlatani, ma anche che, nel mondo, la loro esperienza di sussidiarietà sanitaria al tempo del Covid è tenuta in considerazione e imitata anche da altre realtà.

“Per questo diamo fastidio – spiega in questa intervista alla Bussola Rosanna Chifari Negri, neurologa, direttrice scientifica di IppocrateOrg assieme al dottor Fabio Burigana – perché in nessun’altra patologia si attende che l’infiammazione peggiori per poter iniziare a curare”.

Dottoressa Chifari Negri, quanti pazienti avete curato?
Oltre 60mila pazienti. È la maggior casistica europea, per questo diamo fastidio, ma quello che ci colpisce maggiormente sono le reazioni dei pazienti curati: sono ringraziamenti commossi, c’è chi ci manda a casa il vino, chi ci scrive.

L’Ordine dei medici che cosa dice della vostra esperienza di cura?
L’Ordine dei medici si attiene a quello che dice il Ministero.

E il Ministero è ancora fermo lì: alla Tachipirina e vigile attesa
Mai avuto un’interlocuzione col Ministero, eppure avrebbe dovuto chiamarci. Sarà una banalità: ma se lei avesse una gamba sanguinante, che cosa aspetta per farla curare? Aspetta che vada in cancrena e si rischi l’amputazione? Il nostro lavoro, come quello di altri medici in Italia e nel mondo, dimostra incontrovertibilmente che la precocità dell’intervento è la chiave di volta per risolvere il problema del Covid. Tutto il resto è politica.

A proposito di politica: gli attacchi a Ippocrateorg sono arrivati proprio adesso che la Lega, tramite una deputata, si è occupata di voi. Ma parte del Carroccio ha preso le distanze.
Le accuse nei nostri confronti sono vergognose, la politica non mi interessa, mi interessa il discorso scientifico, poi, se c’è un partito che cerca di darci voce, sono contenta. Ma un conto sono le critiche politiche, un conto è la scienza.

E qui veniamo a voi medici. C’è chi vi accusa di essere segreti?
Stiamo facendo un congresso in Senato, se questa è la segretezza… La verità è che siamo medici che si sono trovati d’accordo sulla necessità di terapie per curare il Covid e non hanno fatto i fenomeni in tv. Ognuno di noi ha una sua storia professionale e medica di tutto rispetto.

E la sua qual è?
Sono neurologa, ho studiato con il luminare della neurologia in Europa, il professor Marescaux, ho pubblicato e curato per tutta la vita.

E poi è arrivato IppocrateOrg…
Sa come mi sono avvicinata?

No.
Il merito va ai miei pazienti. All’inizio della pandemia mi chiamavano disperati perché i loro medici di base non volevano curarli. Erano letteralmente abbandonati a casa con questo virus. Ho iniziato a studiare e a curare. E così ho conosciuto IppocrateOrg e mi si è aperto un mondo di colleghi, di umanità e relazioni. Altroché segreto o ambiguo… E ho imparato moltissimo.

Che cosa?
Ad esempio che in Asia sapevano già curare molto bene questo virus.

E come?
Antinfiammatori, antiparassitari come Ivermectina e Idrossiclorochina…

Alt, qui si entra in un terreno minato. Ha toccato due argomenti tabù.
Allora invito gli scettici a visitare, ad esempio, questo sito: ci sono tutti i risultati su quello che fa l’Ivermectina.

Le leggo quanto ha dichiarato Ilaria Capua: «L’Ivermectina è un farmaco pericoloso per le persone, è un vermifugo per cavalli. Non è registrato per le persone, non serve a niente contro il Covid, anzi, fa male. Non andiamo dietro a queste fandonie». 
Forse non sa che l’Ivermectina ha avuto il Premio Nobel nel 2015 per le parassitosi ed è nella lista dei farmaci essenziali per l’uomo dell’OMS. È un farmaco stra-sicuro, lo conosciamo da oltre 40 anni ed è somministrato a milioni di persone. Da maggio scorso, poi, è entrato in Gazzetta Ufficiale ed è approvato in Italia per uso umano, per le parassitosi.

Il fatto è che non c’è un farmaco che valga per tutto il Covid, ci sono farmaci per vari aspetti.
E qui veniamo all’approccio giusto. Quando i “disobbedienti” dell’Anatomia patologica dell’ospedale di Trieste hanno cominciato a fare le autopsie hanno scoperto che i polmoni erano infarciti di trombi.

E da qui si è iniziato a curare con l’eparina…
Esatto, ma ciò che dimostra la nostra azione è che il Covid si cura con un protocollo in cui ogni farmaco ha un suo scopo preciso. Io le assicuro che nessuno dei miei pazienti è andato in ospedale.

E il protocollo che cosa dice?
Il cuore della cura sono l’antinfiammatorio e poi l’antibiotico perché quando c’è una polmonite c’è sempre una sovrainfezione batterica; il cortisone è il più potente degli antinfiammatori.

Obiezione: si dice che abbassi le difese immunitarie.
Preso cronicamente, per sei mesi, ma non certo per alcuni giorni di trattamento.

L’eparina a che cosa serve?
Seconda famiglia di farmaci: gli anticoagulanti. Impediscono la formazione degli emboli, vanno presi dopo pochi giorni perché già ai primi sintomi possono verificarsi microtrombi.

E l’Ivermectina?
Impedisce l’ingresso del virus nella cellula, riduce la replicazione virale. Così il virus rimane fuori dalla cellula e viene combattuto dai nostri “soldatini”.

Soldatini?
Gli anticorpi. Vitamina D, C, quercetina, zinco sono tutte sostanze che potenziano il nostro organismo. Io ne faccio uso da tempo e il mio Covid è durato un giorno appena.

Quanti medici siete?
150, in crescita. Tutti volontari, lo scriva bene. Ora abbiamo aperto alla possibilità di donazioni per sostenere le spese di segreteria e coordinamento.

Vi accusano di non avere dati scientifici a supporto…
Abbiamo uno studio retrospettivo su 500 pazienti che pubblicheremo a breve, circa un mese. Non facciamo né più né meno di quello che fanno altre realtà nel mondo.

Ad esempio?
Il Front Line Covid Critical Care Alliance statunitense, che ha una vastissima esperienza di cura, oppure Bird in Gran Bretagna, diretto da Tess Lawry che ha i nostri stessi risultati. Aggiungiamo Giappone, Cile, Perù e molti altri paesi con esperienze simili. Chi ci snobba mente sapendo di mentire.

La vostra esperienza mostra quanto sia difficile far passare il concetto che si deve investire sulla cura. Perché così difficile?
Perché stiamo usando farmaci in commercio da anni e che costano poco. Big Pharma ha le sue esigenze e molti medici sono in una posizione di conflitto di interesse, cosa che in un Paese democratico non dovrebbe esistere.

E lei?
Io ho un solo padrone a Cui dovrò rispondere in scienza e coscienza alla fine della mia vita.

 

Fonte: lanuovabq.

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