È stato pubblicato l’ottavo rapporto di farmacovigilanza sui vaccini contro il Covid, redatto dall’AIFA, l’agenzia italiana del farmaco.

Un documento che sembra continuare ad alimentare dubbi e zone d’ombra sulla campagna di vaccinazione di massa lanciata dal Governo.

Metodo e numeri: tutto quello che non torna

Innanzitutto ci sono dubbi sul metodo utilizzato per monitorare l’andamento delle segnalazioni sulle reazioni avverse. Quella dell’AIFA continua infatti ad essere una farmacovigilanza passiva, basata quindi esclusivamente sulla segnalazione di chi ha ricevuto la dose e la conseguente valutazione del medico.

Da parte delle autorità sanitarie non c’è alcun tipo di monitoraggio attivo delle persone vaccinate. I dati che emergono non possono che essere quindi sottostimati. E oltre al metodo, anche i numeri del rapporto sollevano più di un dubbio. In particolare è la percentuale di effetti avversi gravi, sul totale delle segnalazioni fatte, a far sorgere qualche preoccupazione.

Reazioni avverse gravi in aumento

Perché questa incidenza sembra essere in costante aumento. Nell’ultimo rapporto gli effetti gravi avversi segnalati ammontano infatti al 13,8% sul totale delle segnalazioni fatte. Nel penultimo rapporto si attestavano al 12,8%nel terzultimo all’11,9% e nel rapporto ancora precedente si fermavano al 10,4%.

Nel giro di tre mesi le reazioni avverse gravi sono quindi arrivate a pesare tre punti percentuali in più rispetto all’inizio. Nel rapporto tuttavia non viene spiegato il motivo di questo trend al rialzo. Analogo alone d’ombra c’è poi sui decessi segnalati a seguito della vaccinazione.

La situazione sui decessi

Nell’ultimo rapporto sono infatti 555 le morti segnalate a seguito della vaccinazione contro il Covid, confermando l’andamento del penultimo, con un incidenza dello 0,7 su 100.000 dosi somministrate.

Chiaramente non tutte le 555 morti sono correlabili direttamente alla vaccinazione, anzi secondo l’AIFA il 58% di queste non è correlabile, mentre il 32% circa risulta essere indeterminato, che quindi necessitano di ulteriori indagini prima di definire l’effettivo nesso di causalità tra dose somministrata e decesso.

Nell’ultimo rapporto risultano però essere raddoppiati i casi fatali correlati indubbiamente al vaccino, passati da 7 a 14. Numeri comunque da prendere con le pinze, alla luce di quell’oltre 30% di morti indeterminate su cui solo il tempo potrà dare risposte.

Le risposte dall’AIFA che non arrivano

Il quadro che emerge dal rapporto è comunque quello di un prodotto non del tutto esente da rischi, ma dove anzi gli effetti avversi gravi sembrano in costante aumento.

Alla luce di questo le autorità sanitarie italiane non sembrano però così reattive nel rispondere ad alcune domande. Noi per esempio abbiamo chiesto all’AIFA di rendere note nello specifico quante sono le segnalazioni di reazioni avverse gravi e di decessi nella fascia di età sotto i 40 anni.

Fascia di età che dal rapporto risulta essere quella più colpita da questo tipo di segnalazioni. Nonostante le email e le chiamate e le rassicurazioni dell’agenzia su una risposta tempestiva, ancora oggi non abbiamo avuto chiarimenti. Sono in molti però a sostenere che si tratta di numeri comunque bassi rispetto alle milioni di dosi somministrate e in ogni caso in linea con altri vaccini distribuiti in Italia. In realtà non è così.

Le differenze con i vaccini classici

Mettendo a confronto la farmacovigilanza del vaccino Covid con quella sugli altri vaccini in commercio, che vanno dal vaccino anti influenzale fino a tutti quelli introdotti con l’obbligo, ci sono delle sostanziali differenze. Le segnalazioni di reazioni avverse sul totale di dosi somministrate equivale allo 0,11% per il vaccino Covid, mentre si attesta sullo 0,04% per tutti gli altri vaccini in commercio in Italia.

Con il vaccino Covid ci sono quindi più del doppio delle segnalazioni di reazioni avverse. E guardando le reazioni gravi, la situazione peggiora decisamente a sfavore del vaccino Covid. Per tutti gli altri vaccini in Italia le reazioni gravi segnalate contano per il 2,8% del totale contro il 13,8% per quelle relative al vaccino contro il Covid. Si tratta di quasi cinque volte in più.

La stessa AIFA ci fa sapere che non ci sono eventi associati all’esito fatale per tutti gli altri vaccini in commercio in Italia. Mentre per quelli Covid abbiamo visto essere ad oggi 555 le morti segnalate.

E a tutto questo occorre sottolineare come la farmacovigilanza per tutti gli altri vaccini abbia anche una componente attiva delle autorità sanitarie, e quindi la stima dei dati è teoricamente al rialzo rispetto a quello che emerge da un sistema passivo di farmacovigilanza.

I cittadini che non si sono sottoposti alla vaccinazione non hanno quindi bisogno di inviti alla fede, ma di risposte sui dati ufficiali che emergono e solo allora, sulla base di dati trasparenti e leggibili, ci potrà essere un reale consenso informato rispetto a questo trattamento sanitario.

 

Fonte: byoblu

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