Gli esperti dell’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna hanno impiegato con successo la “terapia del freddo” su ben 6 pazienti affetti da fibromatosi desmoide: un raro tumore benigno che può crescere in forme maligne nei tessuti provocando dolori e difficoltà motorie. La crioterapia può sostituire non solo la chemioterapia ma anche l’intervento chirurgico, molto spesso sconsigliato a causa degli alti rischi di recidiva che porta con sé.

Ma quale fantascienzaCongelare il tumore fino a ridurlo e perfino a farlo progressivamente scomparire, senza dover quindi ricorrere a cicli di la chemioterapia né a un intervento chirurgico e al rischio di una recidiva della malattia oggi è realtà.

L’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna è il primo centro in Italia che ha già applicato con successo la terapia del freddo.

Il “paziente zero”è stato un uomo di 39 anni che soffriva di un dolore altamente debilitante nella zona di crescita della fibromatosi desmoide, un raro tumore benigno.

Grazie a una sola seduta di crioterapia l’uomo sta bene e la massa è quasi scomparsa. Dal luglio del 2020, momento in cui il primo paziente è entrato in sala operatoria, ad oggi ne sono già stati trattati altri 6.

La “terapia del freddo” 

Come potresti intuire dal nome, la crioterapia è una tecnica che sfrutta le potenzialità terapeutiche del freddo.

Detta anche “crioablazione”, prevede l’inserimento di uno o più aghi all’interno della massa tumorale. Ciascuno di questi rilascia un gas a bassissima temperatura che congela un’area di circa 3 centimetri.

Il tumore, rimasto bloccato e senza possibilità di alimentarsi, necrotizza e si riduce fino anche a scomparire.

Un tumore benigno… o quasi

Il Rizzoli di Bologna ad oggi è il primo centro in Italia a utilizzare la crioterapia per trattare i tumori. In particolare, la fibromatosi desmoide.

Si tratta di una rara forma di tumore benigno che in Italia conta solo una manciata di casi, circa 150 all’anno. Può colpire a tutte le età ma è più comune nella fascia che va dai 18 ai 35 anni, specialmente nelle donne.

Tumore benigno, dicevo. Vero: crescendo in forma aggressiva nei tessuti, tuttavia, la fibromatosi desmoide può dare origine a masse di grandi dimensioni responsabili di doloricompressione di organi interni e difficoltà motorie. È una patologia invalidante: chi ne soffre può anche fare molta fatica a stare in piedi.

Il dottor Costantino Errani (a sinistra) della Clinica ortopedica oncologica e il dottor dottor Giancarlo Facchini (a destra) della Radiologia diagnostica ed interventistica: sono loro gli autori dello studio per l’impiego della crioterapia contro la fibromatosi desmoide. Photo credit: Istituto ortopedico Rizzoli.

Fino ad oggi quando l’opzione terapeutica migliore è sempre stata la chemioterapia che, seppur a basso dosaggio e quindi “meno” invalidante non porta sempre a una scomparsa della massa ma ne blocca soltanto la progressione.

L’altra strada prevede la rimozione chirurgica del tumore ma è tendenzialmente sconsigliata perché l’intervento porta con sé i rischi di una recidiva più aggressiva.

Per usare le parole degli esperti del Rizzoli, quindi, la crioterapia nel caso della fibromatosi dermoide “è una valida alternativa a un trattamento aggressivo o invasivo ma soprattutto una tecnica più efficace”.

 

Fonte: ohga

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