Roma, 8 set – In Danimarca il green pass (coronopas, come viene chiamato dai danesi) è stato eliminato. Dal primo settembre nessuno deve più esibire il certificato verde per accedere alla gran parte dei luoghi pubblici.

Non è più necessario per bar, ristoranti, piscine, cinema e palestre. Ma non è tutto, visto che dal 10 settembre nella nazione scandinava verranno abolite tutte le restrizioni anti Covid in vigore dal marzo 2020. Ancora due giorni prima del ritorno alla cosiddetta “normalità” insomma, o quasi. A partire da dopodomani infatti il pass non verrà richiesto neppure per l’accesso alle discoteche e allo stadio. Mentre gli stranieri che vorranno entrare in Danimarca senza particolari limitazioni dovranno attendere la fine di ottobre.

Perché la Danimarca ha eliminato il green pass

Ma come mai le autorità danesi hanno optato per questa decisione, togliendo un obbligo che perdurava da mesi? Perché in Danimarca l’epidemia al momento è giudicata sotto controllo. Oltre il 70% della popolazione è completamente vaccinata e l’85% dei cittadini ha ricevuto almeno la prima dose. La campagna vaccinale si è poi concentrata in particolare sulle fasce di età giudicate maggiormente a rischio. L’elevato numero di cittadini vaccinati in Danimarca non include ad esempio i bambini di età inferiore ai 12 anni, con le autorità sanitarie locali che hanno escluso di vaccinare i più piccoli poiché se infettati dal Covid molto raramente vanno incontro a malattie gravi. “Siamo in una buona situazione in questo momento, ma non siamo fuori dall’epidemia”, ha comunque precisato il ministro della Salute danese Magnus Heunicke. Per questo semplicemente il governo si affida alla responsabilità dei cittadini e non “esiterà ad agire rapidamente” per reintrodurre restrizioni se necessario.

Trasparenza e restrizioni temporanee

Via il lasciapassare dunque, considerato a questo punto del tutto inutile. C’è però un aspetto fondamentale da considerare, per comprendere quantomeno la maggiore trasparenza del governo di Copenaghen rispetto a quello italiano nell’imporre una misura in ogni caso discriminatoria. In Danimarca il green pass da subito è stato indicato come un requisito temporaneo ed era stata fissata una scadenza: il 1° ottobre, anticipata come visto al 1° settembre. Insomma per quanto fortemente discutibile e discusso nel momento in cui era in vigore, il pass non è stato imposto a tempo indeterminato. L’esecutivo danese mostra poi di avere un piano chiaro rispetto alla ripartenza necessaria: già dalla metà di agosto ha infatti eliminato l’obbligo di mascherine nei mezzi pubblici e dal 1° agosto ha tolto l’obbligo del certificato verde nei musei e in tutti gli eventi al coperto che prevedono meno di 1.500 persone.

Fonte: Il Primato Nazionale.it

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