Sembra un’affermazione forte da fare, ma dire che come in questo caso l’uomo ha poche volte inciso sull’andamento dell’universo, non è forse cosa tanto avventata: è infatti al limite del fantascientifico quanto registrato dagli scienziati della Nasa in merito alle conseguenze della Diga delle Tre Gole in Cina.

Si tratta di una diga per la produzione di energia elettrica e fu eretta sul fiume Azzurro nel 2006. E’ la seconda più grande al mondo ed è sede della più grande centrale idroelettrica del pianeta, in grado di generare, udite udite, ben 22.500 MW (si consideri che 1 Megawatt equivale a 1 milione di Watt). Da sola fornisce praticamente oltre il 3% dell’energia necessaria al suo Paese.

La cosa incredibile, al limite della fantascienza, è che alcuni scienziati Nasa hanno rilevato un fenomeno che incide sul momento di inerzia della terra, influenzando la rotazione terrestre. Questo, quando la diga si riempie.
In particolare, l’intera diga (e il Lago Artificiale che si viene a creare) rallenta la rotazione del pianeta, aumentando così la durata del giorno di 0,06 microsecondi.

Ma non finisce qui: questo assurdo insieme di conseguenze ne causa anche un’altra (o è causato da -), poiché addirittura pare che il nostro Pianeta cambi forma, divenendo più arrotondato all’equatore e schiacciato ai poli. Sempre quando la diga straripa.

Il fenomeno è del tutto analogo a quello di una pattinatrice che piroetta su sé stessa e allontana le braccia dal corpo: per la conservazione della quantità di moto, la sua rotazione diventa meno veloce.

E perché – potrebbe pensare qualcuno – non si è intervenuti per fermare un affronto simile? Perché, in realtà, tale rallentamento della Terra è largamente compensato dall’enorme quantità di energia elettrica (il 2% del fabbisogno cinese) che generano le 32 turbine della mega-centrale sul Fiume Azzurro, per di più senza emissione di anidride carbonica, fumi e altri inquinanti.

Dunque, un sacrifico che crea più guadagni che danni.

 

 

By Simone Chiani

Nato nel 1997. Viterbo. Diplomato al Liceo Psicopedagogico e laureato in Lettere Moderne. Autore dei libri Evasione (Settecittà, 2018) e Impronte (Ensemble, 2020).

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