È stato un febbraio drammatico quello del 2020 per Belcolle. Ben due i decessi avvolti ad oggi da nebbie che fluttuano come tragici sudari.

Domenico Lippolis ed Aurora Grazini. 7 febbraio e 15 febbraio 2020: una infausta concentrazione di eventi, tale da ‘scatenare’ anche l’interesse del Ministero della Salute con tanto di task force piombata in Ospedale, epicentro di due drammi in una settimana.

Drammi che la dilatazione dei tempi della Giustizia (scriviamola ancora con la G maiuscola) non potrà edulcorare.

Se per la giovanissima Aurora i periti incaricati dal PM hanno stilato e depositato un elaborato che, per quanto apparso sulla stampa, suggerisce ben definite ipotesi di responsabilità professionale, almeno a carico di un medico, per Domenico Lippolis il Magistrato inquirente ha chiesta al GIP l’archiviazione: l’intervento chirurgico subito dal Maresciallo dei CC in quiescenza sarebbe stato eseguito in modo conforme alla lex artis.

Già, l’intervento chirurgico. Per quale motivo?

Brevemente. Domenico Lippolis era stato colpito da ictus cerebrale il 30.12.2019.

Trasportato a Belcolle e superata l’acuzie, veniva trasferito in dimissioni protette presso “Villa Immacolata” per la necessaria riabilitazione.

In tale contesto, una RM della colonna vertebrale, resasi necessaria onde appurare la natura del dolore a tipo ‘sciatalgico’ di un arto inferiore, aveva evidenziato una neoformazione a livello dell’Inter spazio tra la terza e la quarta vertebra lombare: l’input neurochirurgico fu di operare, e subito. Come in effetti avvenne. E dell’esito mortale stiamo scrivendo.

Inevitabile la denuncia della famiglia, conseguente l’apertura di un fascicolo in Procura, di rito l’autopsia giudiziaria sulla salma. Ovviamente non ci picchiamo di conoscere la tipologia del quesito posto dal PM ai suoi periti in merito: sarebbe quanto meno riduttivo se non contenesse il ‘vulnus’ dell’intero caso clinico: era proprio necessario operare quasi in urgenza?

Era così indispensabile stressare i tempi dell’intervento per rimuovere quella neoformazione che, attendibilmente, non aveva una genesi tanto recente?

Il rischio operatorio, e quello anestesiologico in primis, avevano ricevuto idonea valutazione per un soggetto reduce da un recentissimo ictus, e quindi paziente ‘vascolare’ a tutti gli effetti e, per dirla in breve, a rischio?

Interrogativi che si rincorrono, tra il dolore e la voglia di vederci chiaro.

Il PM ha archiviato, ma la famiglia si è opposta: la verità deve uscire fuori. Giustamente.

All’attenzione del GIP sono stati offerti nuovi contributi specialistici, che vanno nell’unica direzione logica seguita dai periti di parte: lo ‘status’ del Lippolis imponeva quel pizzico di prudenza in più, atta a consigliare saggiamente di soprassedere all’intervento immediato, programmandolo per una fase più stabile e consolidata del paziente. E la Signora con la falce non si è fatta attendere.

By John Wick

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