Mentre l’inesorabile presidentissimo Biden continua a meravigliare l’orbe terracqueo sonnecchiando in diretta mondovisione all’ incontro coll’imbarazzatissimo primo ministro israeliano, tra una lacrima sul viso ed una minaccia simil operetta, da quest’altra parte dell’oceano la Sanitá laziale espugna il fortino anche dei più scettici e torna a stupire in parata il popolo viterbicolo con l’annuncio dal balcone dell’apertura di ben due nuovi ospedali, Acquapendente ed Orte, un polo riabilitativo a Montefiascone, una casa della comunità a Vetralla ed infine l’ascesa di Belcolle a DEA di secondo livello.

Si tace con circospezione sui dati della mobilità passiva intra ed extra-regionale, dati secretati a quanto pare, ma assai allarmanti fino al 2018 e gli unici a validare, o meno !!!, il buon operato di un Direttore Generale, ma ben vedere l’aureo impatto mediatico è sovrapponibile, anzi, che dico, nettamente superiore, a quello della recente annunciata mega riqualificazione dell’ex Ospedale Grande degli Infermi, se non fosse che lì c’è ad oggi un vincolo che non risulterebbe estinto (eredità Mezzena) e sul quale l’indimenticato ed enciclopedico dr. Mario G. Prosperoni potrebbe tenere una lectio magistralis alle incaute sirene e d’altro canto, prima di assurgere in cielo, Belcolle deve ancora essere completato dopo mezzo secolo, e più, dalla posa della prima pietra.

Montefiascone è stato prima smantellato, come vero Ospedale, poi ogni tanto ‘riqualificato’ a vario titolo (stile Juventus: si fa la squadra con un allenatore, poi si butta via ogni cosa allenatore compreso, quindi si richiama l’allenatore e si ricercano i giocatori dismessi, liquidando i nuovi giunti nel frattempo); l’ex Ospedale di Orte prese fuoco a cavallo degli anni ‘90 ed il coraggioso dr. Canonici, a rischio linciaggio, provvide alla sua chiusura come tale, per evidenti inottemperanze logistiche: fu riqualificato a Centro Salute, ideato come il frangi-flutti per arginare la “fuga” dei pazienti in Umbria, poi…vabbè, lì giace, in attesa dello ‘stile Juventus’ e dei progetti faraonici a firma Tutankamon IV^; le case di salute, di comunità, del popolo, popolari ed altro (a proposito, che fine ha fatto la ‘casa del parto’? E la Residenza Nazareth a San Pellegrino, albergo assistito pro-COVID, ha mai avuti ospiti ?) rimangono un utile orpello dialettico pre-elettorale, andando a comporre esclusivamente la ennesima pagina, mai letta, del libro dei sogni.

Ergo? Viterbo, in generale, ha perso tanta di quella credibilità da suscitare financo l’interesse iconoclastico del picconatore onorevole Sgarbi, che ne fotografa una “periferia brutta, selvaggia e mafiosa”, degna di essere solo bombardata!!!!

Bhè, le allegoriche provocazioni fanno parte del pirotecnico personaggio, tuttavia ho nel cuore chi (giuro che esiste!!) dopo aver gestito sul territorio l’emergenza sanitaria COVID-19 anche per 14 ore al giorno (così scrive per i posteri in appassionanti diari assai prossimi allo scoop editoriale), magari si è trasferita all’Ellera, magari dopo una marea di traslochi, magari tra gli immancabili elettrodomestici in panne, federe di raso e mobili di Ikea da assemblare con pezzi persi per la strada ovvero carenti nel kit, ora si vede costretta ad imitare il Barone Rampante di Calvino, fuggendo le ire sgarbiane su un albero e costruendo lá sopra l’ambita dimora, con la consulenza straordinaria di Marie Kondo e relativa svendita del superfluo tanto di mobili che di abbigliamento, obbligatoriamente abbandonato.

Neanche la leggenda dello gnomo David saprebbe far di meglio!!!!

Roba da matti, ma evidentemente l’onorevole Sgarbi non è stato all’ex Distretto Socio-Sanitario ASL a Vetralla.

Qui qualche dubbio sorge, anche senza essersi laureati al Politecnico di Torino.

È veramente tutto a norma? Gli impianti elettrici sono proprio incensurabili?

Ed è stata vagliata l’eventuale presenza di amianto nella struttura e, nel caso, i dipendenti in attività nonché la comunità fruente se e come sono stati eventualmente protetti da questo silenzioso, ma tremendo, cancerogeno?

Realtà cogente ed inquietante, sicuramente in agenda allo SPRESAL (Medicina del Lavoro) della medesima ASL, ove nessun Mini-Dino lesinerà sopralluoghi, tavole a varia forma geometrica e sofisticati webinar, nonché nei pensieri dell’Assessore D’Amato, ormai habitué nella Tuscia, che ancor prima di laurearsi in Sociologia ha conseguito il diploma di geometra: è materia sua, finalmente!!!

E se a Tuscania il vulcanico Sindaco vorrebbe inaugurare l’ospitalità dei profughi con l’accoglienza della giornalista afghana, a Frosinone potrebbe, ma ci credo poco, esserci un’impennata (dopo 3 anni) dell’inchiesta relativa alle procedure concorsuali relative a Direttori di Unità Operative Complesse, ai tempi della gestione commissariale di una vecchia conoscenza viterbicola, tal Luigi Macchitella, già DG alla ASL/VT, con a fianco, Direttore Amministrativo, proprio la dottoressa Donetti.

Si sa, a volte ritornano, e talora non sono, né andranno mai via.

Con i titoli di coda che scorrono, impossibile non notare l’incredibile e come la del.1873 del 24.08.21, partorita per rettificare la sua omologa n.1781 del 10.08.21, ed includere finalmente un allegato mancante (Controlli del Servizio Veterinario Area B Ispezione Alimenti di Origine Animale) …. manchi ancora dello stesso!!!

Dopo lo stile Juventus, lo stile Biden: ad una certa età…, meglio lasciar perdere!!!!

By John Wick

One thought on “Il nuovo look della ASL/VT: Juventus docet!”
  1. Vediamo se Silvia se la riprende con un comune lettore, quale io sono. La propaganda elettorale costruita tra castagne e federe di rado non incanta più: molti “panzoni”, molti “finti neri corvini”, molte sciacquette dovranno trovarsi un lavoro, dopo lo sbafo strano duro ad oggi!!!!

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