La stella iper-veloce (2mila chilometri al secondo) proviene secondo gli studiosi dal buco nero supermassiccio Sagittarius A*, posto al centro della nostra Via Lattea. La storia di questa stella (da record per quanto riguarda la velocità) è particolarmente complessa, ma gli scienziati hanno provato a spiegarla.

Inizialmente la stella, denominata S5-HVS1, aveva una “sorella”, poiché faceva parte di un sistema binario, ossia un sistema di astri così vicini tra loro da essere legati dalla reciproca attrazione gravitazionale, orbitando attorno ad un centro di massa comune.

Nell’avvicinamento dei 2 corpi a Sagittarius A*, 5 milioni di anni fa, avvenne, secondo gli scienziati, proprio il fatto che spiegherebbe l’assurda rapidità di movimento dell’oggetto in questione: la sorella, quella che non conosciamo, fu intrappolata dalla gravità del buco nero, per poi essere disintegrata nel disco di accrescimento, mentre S5-HVS1, per contrasto, venne “espulsa” a causa di una forza gravitazionale molto grande, a tutta velocità.

Questa ipotesi, che sembra essere corroborata dai dati presentati dai ricercatori dell’università australiana Carnegie Mellon, varrebbe come prima chiara dimostrazione di un meccanismo di espulsione dai buchi neri teorizzato ben 30 prima.

L’astronomo Ting Li, uno degli scopritori, commentò, a caldo,  così: “Osservare questa stella è qualcosa di fantastico dato che sappiamo che si è formata nel centro della galassia, in un luogo totalmente diverso dal nostro. È come se fosse un visitatore proveniente da una terra straniera, ma lascerà la Via Lattea e morirà in solitudine, nel mezzo del nulla”.

La stella, infatti, è destinata a finire addirittura nello spazio intergalattico, dove la sua destinazione non potrà essere né conosciuta e tantomeno prevista, in un vuoto assoluto e perfetto, lontana millenni luce dal sepolcro della sorella.

By Simone Chiani

Nato nel 1997. Viterbo. Diplomato al Liceo Psicopedagogico e laureato in Lettere Moderne. Autore dei libri Evasione (Settecittà, 2018) e Impronte (Ensemble, 2020).

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