Ora il vaccino potrà essere commercializzato col marchio Comirnaty. È il primo a ricevere l’approvazione completa dopo quella d’urgenza nel dicembre 2020

Arriva la conferma in via definitiva: il vaccino contro il Covid prodotto dalla casa americana Pfizer «è sicuro». Ad approvare il farmaco dopo l’ok di urgenza arrivato lo scorso dicembre, è stata la Food and Drug Administration, agenzia che effettua la vigilanza e regolamenta i prodotti alimentari e farmacologici negli Usa. Dopo l’annuncio sono arrivate le dichiarazioni del Pentagono tramite il portavoce alla Difesa John Kirby, che ha sottolineato come la decisione presa dall’organo apra «la strada dell’obbligatorietà dei vaccini per tutti i militari americani».

L’approvazione definitiva negli Usa

Da oggi il vaccino prodotto da Pfizer, primo a ricevere l’approvazione completa, potrà essere venduto con il marchio Comirnaty. «È una tappa fondamentale mentre si continua a combattere la pandemia», ha commentato la commissaria ad interim della Fda Janet Woodcock nel comunicato ufficiale rilasciato sul sito dell’agenzia. Che rimarca come «per alcune persone l’approvazione può ora instillare ulteriore fiducia per farsi vaccinare: questo passaggio rappresenterà una pietra miliare nel contrasto alla crisi sanitaria». L’iter di approvazione definitiva è stato basato su test di sicurezza in grado di valutare l’efficacia in più di 40 mila somministrazioni. Il via libera sostituisce quello giunto per stato di emergenza lo scorso inverno, quando nel pieno della pandemia da Covid c’era la necessità di avviare le inoculazioni utili a immunizzare la popolazione. Al momento, il vaccino Pfizer resta disponibile anche con l’uso di emergenza per i bambini dai 12 ai 15 anni.

Con la garanzia ricevuta dall’agenzia di farmacovigilanza, il prodotto anti virus di Pfizer potrebbe essere esteso non solo ai militari, come annunciato da Washington, ma anche a tutto il personale sanitario degli ospedali, nei luoghi d’affari e di lavoro, oltre che in tutte le università e college degli Stati Uniti. Lo stesso presidente Joe Biden ha fissato una conferenza stampa per le 13:30 locali (le 19:30 italiane) per approfondire i punti della questione. Nei giorni scorsi le istituzioni federali americane si erano già organizzate per informare e preparare i membri del servizio militare. Il segretario alla Difesa Lloyd J. Austin III ha infatti diffuso per quasi 1,5 milioni di militari e membri in servizio le linee guida che richiedono la vaccinazione.

Nell’ambito commerciale, invece, le direttive sono ancora più precise in quanto a scadenze: la United Airlines, terza compagnia aerea al mondo con oltre 96 mila dipendenti, ha già imposto la certificazione di avvenuta inoculazione entro cinque settimane dall’approvazione arrivata oggi. In ambito pubblico un requisito simile è stato richiesto per i dipendenti statali dell’Oregon, così come esistono provvedimenti che rendano sicuri il ritorno in aula. La linea dell’obbligatorietà vaccinale è stata adottata da atenei e istituzioni accademiche in tutto il Paese. Dalla Costa Est, come nel caso degli atenei pubblici di New York, al Sud, come deciso dalla Louisiana University, è stato confermato quanto già ribadito nel maggio scorso: tutti gli studenti che frequentano lezioni in presenza devono essere vaccinati.

Crisanti: «Non ci sono più alibi»

L’eco dell’approvazione del farmaco Pfizer arriva anche in Italia e smuove, come negli Stati Uniti, il dibattito sull’obbligatorietà vaccinale nel Paese. A commento della decisione della Food and Drug sono arrivate le parole di Andrea Crisanti, che durante un intervento a Sky Tg News 24 ha affermato che «non ci sono più alibi né ambiguità» rispetto a chi metteva in discussione la sicurezza dei prodotti venduti dalla casa farmaceutica newyorchese. L’approvazione, secondo il docente di microbiologia dell’Università di Padova, «apre le porte a provvedimenti di legge che possono indurre all’obbligo della vaccinazione. Dal punto di vista giuridico», ha proseguito l’esperto, «diventa un vaccino approvato, che apre le porte a provvedimenti di legge».

 

Fonte: open.online

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