Il sindacato dei medici di medicina generale critica il protocollo del Comitato e la Regione che lo ha inviato ai medici di base – Studi e esperienze dei professionisti non possono essere denigrati da un sindacato locale –

Oltre tremila persone, nel rispetto delle norme di sicurezza, hanno partecipato ieri sera alla conferenza territoriale per le Cure Domiciliari Precoci, presso Terrazza Mascagni a Livorno. (Nella foto, l’avvocato Grimaldi parla alla folla dei guariti di Livorno).

Erich Grimaldi, avvocato e presidente del Comitato Cura Domiciliare Covid-19 e dell’Unione per le Cure, I Diritti e le Libertà, ha ribadito alla platea della città toscana cosa non ha funzionato nella sanità territoriale durante l’emergenza Covid-19, i continui tentativi del gruppo di medici, di medicina generale e ospedalieri, di dialogare con le istituzioni regionali e nazionali e di come la stampa nazionale, tranne poche eccezioni, non ha avuto il coraggio di analizzare con trasparenza cosa stava accadendo e cosa stia accadendo ancora oggi.

Inoltre, durante l’incontro nel quale hanno reso testimonianze persone guarite grazie al supporto del gruppo e medici che, dal marzo 2020, lavorano come volontari per curare i malati Covid abbandonati dai propri medici di base, è emersa la polemica relativa al protocollo della Regione Sardegna, la quale ha deciso di inviare ai medici di famiglia anche lo schema terapeutico proposto dal Comitato Cura Domiciliare Covid-19.

“Abbiamo appreso con stupore la reazione incomprensibile dei sindacati di medicina generale, in particolare Fimmg (la federazione italiana medici di medicina generale)” sezione sarda, ha dichiarato Grimaldi, “che ha addirittura definito ‘sedicenti medici’ i professionisti che lavorano nel nostro gruppo, così come tutta l’organizzazione, definizione inaccettabile per la quale prenderemo necessariamente provvedimenti, depositando denuncia querela presso la competente Procura della Repubblica”.

Ha poi aggiunto il presidente del Comitato “ci accusano di ogni sorta di malefatte, dall’essere degli stregoni, dei bugiardi, persino una setta, segno di chi non ha argomentazioni di alcun genere”. E ha concluso: “ci accusano di proporre cure senza fondamento scientifico, ma gli studi ci sono, e non sono pochi, oltre al fatto che quelli italiani sono in via di definizione”.

Relativamente all’informazione, Grimaldi ha inoltre sottolineato come questa, quasi mai, abbia voluto approfondire il tema con contraddittori e interviste ai medici del gruppo.

“La stampa ha il dovere di informare, per farlo non si prescinde mai dal parlare con i diretti interessati”, ha aggiunto la portavoce del Comitato, Ucdl, e giornalista, Valentina Rigano, “qualcosa sta iniziando a cambiare, per questo ringrazio i colleghi che svolgono la professione con trasparenza”.

Poi ha concluso “è chiaro che nel seguito di associazioni di qualunque tipo, ci possono essere utenti che sragionano, e ribadiamo di non essere assolutamente un gruppo contrario ai vaccini, ma strumentalizzare questo per dare contro al lavoro di migliaia di volontari e professionisti, ospedalieri e non, è quanto di più scorretto un giornalista possa fare”.

 

Fonte: romadailynews

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