Che sia misto oppure delfino, lo stile di Arianna si distingue sempre, con un blog in cui dà consigli sull’abbigliamento a chi, come lei, ha difficoltà motorie. Nel suo caso sono dovute a una malattia ereditaria, ma familiarizzando con i suoi limiti non si è tirata indietro di fronte alle sfide della vita.

Tra i suoi follower c’è Federica Pellegrini, regina in vasca che ha da poco annunciato il suo ritiro, ma lei non è di certo da meno e ha un’energia fenomenale. Stiamo parlando di Arianna Talamona, campionessa mondiale a Londra e oro agli Europei di Dublino, dove ha ottenuto il record continentale.

Ha 27 anni e fa parte della spedizione azzurra alle Paralimpiadi, che inizieranno il 24 agosto a Tokyo. Sin dalla nascita è affetta da una malattia rara, la sindrome di Strumpell-Lorraine, che le causa problemi agli arti inferiori. Ma muoversi in sedia a rotelle non l’ha distolta affatto dall’inseguire le sue passioni, come la psicologia, in cui si è laureata con lode all’università Bicocca di Milano, e lo sport.

Come è nato l’interesse per il nuoto?

Mi hanno portato in piscina per la prima volta i miei genitori perché poteva fare bene alla schiena e da quel momento, circa dieci anni fa, non ho più smesso. Nel tempo ho capito che, mostrando il lavoro e i progressi che avevo compiuto su di me, potevo sostenere tante persone. Gli sforzi fatti mi hanno portato molti risultati e un grande insegnamento: ognuno di noi può diventare la versione migliore di se stesso.

Quali emozioni ti hanno accompagnata a Rio nel 2016 e adesso in Giappone?

Si tratta di sentimenti contrastanti perché da una parte mi sento eccitata, dall’altra avverto di avere paura. Sicuramente arrivo con un carico maggiore di consapevolezza rispetto all’ultima competizione a cinque cerchi. Sono cresciuta da allora, e ora sono a conoscenza di cosa mi aspetta. So bene che cosa vuol dire avere difficoltà, soffrire. La sensibilità è un lato di me che si interseca con l’ambiente, per cui nutro un profondo rispetto, e per il mondo che mi circonda. Nel mio piccolo cerco costantemente di fare più che posso.

Sei particolarmente attiva su Instagram e in generale sui social: che tipo di argomenti ti piace trattare?

Un po’ di tutto. Innanzitutto un intento è quello di raccontare la mia vita e la disabilità in un modo che sia il più semplice possibile. Questo avvicina un pubblico vasto al quale voglio far capire che non esistono differenze. Poi amo discutere di cose più “leggere” come la moda e il make-up, che mi appassionano parecchio. Così come mi diverto a ballare e a creare reel, e video per TikTok. Nelle varie attività mi cimento sia da sola che con il mio compagno.

Dalla vostra storia è nata l’idea di approfondire l’intreccio tra sesso e disabilità, cosa hai scoperto?

Alla fine del percorso magistrale ho studiato questo tema, che spesso è visto come un tabù. Con Roberto siamo insieme da dieci anni e spesso abbiamo sentito delle perplessità sulla nostra coppia. Prendere coscienza è il primo scoglio da superare. Purtroppo le ragazze con disabilità non vengono considerate donne in tutto e per tutto o magari non si pensa che possano essere della brave mamme. Bisogna cambiare la mentalità corrente e fare luce sull’argomento.

 

Fonte: ohga

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *