L’imponente pinnipede da marzo ha percorso più di 3000 chilometri. Ora, sulle coste occidentali dell’Irlanda, sta facendo danni alle imbarcazioni che usa come aree di sosta per riposarsi.

La Sea Rescue Ireland ha organizzato due possibili appoggi momentanei: un gommone in disuso e un letto galleggiante. Ma Irish Whale and Doplhin Group pensa che non ne abbia bisogno e che troverà da solo la strada verso il nord artico da dove è venuto.

Wally il tricheco continua la sua esplorazione delle coste occidentali dell’Irlanda. Ma per il vagabondo artico, un esemplare di circa quattro anni, che da marzo ha viaggiato per oltre 3.000 chilometri lungo la costa dell’Europa occidentale facendo tappa in Galles, Francia e Spagna e Irlanda e che sta conquistando il web con le foto che lo ritraggono placidamente disteso su barche e yacht di cui si appropria solo momentaneamente, si sta cominciando a scatenare un’accesa discussione. Meglio mettergli a disposizione uno o più punti d’appoggio appositamente costruiti per assecondare il suo ritorno verso le acque gelide del nord? Oppure meglio lasciare che il suo istinto lo indirizzi verso l’Artico semplicemente senza disturbarlo, certi della sua capacità di trovare punti di sosta dove riposarsi prima di continuare il viaggio? Le due posizioni partono entrambe dal desiderio che il grosso pinnipede, circa 800 chilogrammi di peso e un simpatico muso, possa rientrare sano e salvo nel suo habitat naturale, sperando che nel frattempo non faccia troppi danni (già due le imbarcazioni affondate dal suo non indifferente peso) e che non si scateni intorno a lui una pubblicità che sfoci nel tentativo di avvicinarlo in maniera molesta.

Il viaggio di Wally

La mappa realizzata da Irish Whale and Dolphin Group
in foto: La mappa realizzata da Irish Whale and Dolphin Group

Wally, così è stato chiamato, è in “vacanza” dai suoi freddi luoghi d’origine almeno sin da marzo, quando è stato avvistato, con grande sorpresa, davanti alla costa spagnola di Valencia. L’Irish Whale and Dolphin Group  ha realizzato una piccola mappa in cui sono evidenziati i luoghi toccati dal tricheco nel corso del suo lungo nuotare: «Un viaggio impressionante finora di oltre 3000 chilometri di distanza». Arrivato non si sa bene perché davanti alle coste della Spagna, Wally è infatti risalito lungo la costa francese e poi, dall’Inghilterra, ha toccato il Galles prima e l’Irlanda subito dopo. L’ultimo avvistamento negli scorsi giorni, dopo la metà di agosto, nella zona di Dunnycove di Clonakilty Bay, Co. «Il tricheco è apparso ieri a Castlepoint nella baia di Roaringwater – scrive il 18 agosto l’Irish Whale and Dolphin Group – dove è stato filmato in mare su uno yacht. Questa mattina (18 agosto) è stato segnalato all’IWDG da Sean Norris dello Schull Sailing Club e fotografato su una piccola barca a Crookhaven».

Simpatico ma… pericoloso per le imbarcazioni

Imponente per la sua stazza, ma simpatico per le pose buffe in cui si è lasciato immortalare, come tutti i “fratelli” pinnipedi foche e leoni marini, anche Wally ha bisogno di riposarsi di tanto in tanto. E per farlo ha bisogno di un appoggio. Per questo, durante il suo percorso a ritroso lungo la costa occidentale dell’Irlanda, ha scelto come “rifugi” momentanei alcune imbarcazioni incontrate vicino alle coste. Causando parecchi danni e affondandone due che non hanno retto ai peso. Per questo il Sea Rescue Ireland ha organizzato due possibili alternative. «Siamo riusciti a coordinare non uno ma due pontoni per lui nelle ultime due settimane – racconta la direttrice del rifugio per foche in difficoltà Melanie Croce – ma lui continua a proseguire prima di riuscire a tirarli fuori per il suo arrivo! È un animale selvaggio e imprevedibile, in continuo movimento: non sappiamo dove apparirà la volta successiva. L’ultima volta è ci è stato segnalato questa mattina, ed era a una buona distanza a ovest da dove è stato avvistato l’ultima volta venerdì. Era in buone condizioni, quindi crediamo che abbia trovato un posto tranquillo dove riposarsi e rilassarsi sulla costa del West Cork, che è piuttosto selvaggia e contorta con un gran numero di piccole isole dove può passare inosservato».

Anche un gommone tutto per lui

Al Sea Rescue Ireland sono fiduciosi che l’organizzazione però possa funzionare. «Ora abbiamo un gommone donato da un sostenitore. Motore e sedili sono stati rimossi per trasformarlo in un luogo ideale per riposare. Se viene avvistato di nuovo in un porto affollato dove la sua sicurezza o quella delle barche possono essere a rischio di danni, avremo il gommone pronto per essere dispiegato per mitigare questi problemi. Quindi – conclude Melanie Croce – coordineremo i volontari per monitorarlo durante il giorno per assicurarci che sia al sicuro, che non causi problemi e che non venga molestato dalla folla. Con un posto sicuro dove tirare fuori e riposare, dovrebbe essere in grado di nutrirsi e continuare a raccogliere le forze per la sua lunga nuotata verso nord verso acque più fredde».

Il lungo viaggio forse a causa del cambiamento climatico

L’immagine realizzata da Sea Rescue Ireland per ammonire i turisti dal rimanere lontani da Wally per non disturbarlo
in foto: L’immagine realizzata da Sea Rescue Ireland per ammonire i turisti dal rimanere lontani da Wally per non disturbarlo

 

«Questo tricheco è un giovane maschio di 4-5 anni, stimato intorno agli 800 kg. Normalmente vivono nelle acque artiche e riposano sul ghiaccio marino, tuttavia, poiché le specie artiche utilizzano rapidamente l’habitat a causa dei cambiamenti climatici, possono iniziare a esplorare nuovi habitat nel tentativo di sopravvivere – spiega la Corce a cui abbiamo chiesto come mai secondo lei Wally si è allontanato così tanto dal suo habitat naturale. – Sono rimasti meno di 22.000 trichechi atlantici nel mondo, e nei secoli passati erano vicini all’estinzione a causa della caccia. Il loro numero ha iniziato a riprendersi da quando è stata data loro protezione legale, tuttavia la nuova minaccia del cambiamento climatico potrebbe metterli nuovamente a rischio».

Tutti alla ricerca de selfie con Wally

Rimane però il problema dell’attrazione esercitata dalla sua presenza sulla piccola folla di curiosi che ogni volta ha cercato di avvicinarsi il più possibile per scattare foto. «Il problema più grande finora è che provoca molto scalpore ovunque si presenti, e finisce con una piccola invasione di barche e folla, il che è molto pericoloso e potrebbe causare stress o lesioni a lui o alle persone coinvolte – conclude Melanie che infatti oggi su Facebook ha lanciato un appello – si prega di rispettare la fauna selvatica e di osservare da una distanza di sicurezza. Gli osservatori hanno notato che è stato piuttosto stressato e agitato dai ripetuti disturbi causati da barche, kayak e paddleboard e forse potrebbe essere ferito per essere stato costretto ripetutamente a salire e scendere dalla barca».

Come comportarsi se lo si avvista dalla costa o da una barca

Wally in uno degli ultimi avvistamenti (foto da Facebook)
in foto: Wally in uno degli ultimi avvistamenti (foto da Facebook)

 

Ecco i consigli di Sea Rescue Ireland su come comportarsi se ci si trovasse da quelle parti e si avesse la fortuna di avvistare Wally:

  1. evitare di avvicinarsi a lui entro 100 metri (questo include barche, kayak, nuoto o a piedi);
  2. resistere alla tentazione di condividere pubblicamente la sua posizione esatta fino a quando non sarà disponibile un sistema per monitorarlo durante il giorno, con un luogo sicuro e designato per il trasporto in cui riposare indisturbato;
  3. segnalare gli avvistamenti alla hotline 24/7 di SRI al numero: 087 195 5393 in modo che possiamo tracciare dove si trova e assisterlo tenendolo al sicuro mentre visita le acque irlandesi.

Irish Whale and Dolphin Group: «Siamo sicuri che ne abbia bisogno? Non gli servono appoggi artificiali»

Diversa invece la posizione di Irish Whale and Dolphin Group che non reputa necessario offrire al tricheco viaggiatore appoggi di fortuna durante il suo ritorno al nord. «Senza dubbio si tratta di buone intenzioni, anche se è complicato organizzare trasferimenti e permessi per accoglierlo – spiegano. – Ma, a parte tali questioni amministrative, IWDG si chiede se costruire un posto più comodo per poterlo trasportare, sia nell’interesse a lungo termine di questo animale. Ci sono un sacco di aree remote del litorale per un tricheco per scendere a riposare in sicurezza. Fornirgli un letto galleggiante costruito a questo scopo, potrebbe semplicemente mandargli un messaggio sbagliato. Tutti noi vogliamo sicuramente la stessa cosa, cioè che rimanga solo il tempo necessario per poi proseguire. Altrimenti diventerebbe solo un circo».

 

Fonte: .kodami

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