Otto associazioni animaliste, tra cui Legambiente e Wwf, scrivono al governatore chiedendo di fare un passo indietro sulla stagione venatoria alla luce dell’emergenza incendi in corso

È stato pubblicato il decreto con cui l’assessore all’Agricoltura, allo Sviluppo Rurale e alla Pesca mediterranea stabilisce modalità e termini per la presentazione delle domande, nonché i parametri di valutazione per la composizione delle commissioni d’esame per il conseguimento dell’abilitazione all’esercizio venatorio. “Abbiamo definito”, afferma l’assessore Toni Scilla, “i criteri di selezione che ci consentiranno di individuare validi professionisti ed esperti nell’attività venatoria e profondi conoscitori delle materie d’esame, quali componenti delle commissioni. Assicuriamo in questo modo continuità alle attività delle commissioni di esame così da dare risposte concrete al mondo della caccia”.

La protesta delle associazioni

La riapertura della caccia ha suscitato in queste ore le proteste di diverse associazioni ambientaliste e animaliste. Otto di esse – Italia nostra, Gre, Lac, Lav, Legambiente, Lipu-BirdLife Italia, Man e WWf Italia – hanno inviato al presidente della Regione Nello Musumeci ed agli Assessori all’Ambiente ed all’Agricoltura, Salvatore Cordaro e Antonino Scilla, formali istanze per l’immediata sospensione del Decreto numero 37 del 26 luglio 2021 sul ”Calendario Venatorio 2021-2022’’, in particolare per quanto riguarda l’imminente ‘preapertura’ della caccia nei giorni uno, quattro, cinque, 11 e 12 settembre e l’apertura generale della stagione venatoria dal 19 settembre al 31 gennaio 2022.

“Guerra contro la fauna”

“In una Sicilia martoriata dagli incendi che ancora in questi giorni stanno devastando ulteriormente boschi, parchi e riserve ed estesissime aree rurali di particolare interesse per la fauna selvatica”, si legge nel documento inviato dalle associazioni al presidente della Regione Musumeci “con un caldo torrido ed una siccità impietosa che stanno decimando gli animali selvatici sopravvissuti, questo calendario venatorio rappresenta una incredibile e sciagurata dichiarazione di guerra contro la fauna scampata dal fuoco”.

“Decisione contro il parere dell’Ispra”

Le associazioni definiscono “schizofrenico” l’atteggiamento della Regione. “Da una parte Musumeci firma lo ‘stato di crisi e di emergenza a causa degli incendi dell’eccezionale situazione meteoclimatica’, dall’altra si emana il decreto che – addirittura – anticipa al primo settembre l’apertura della stagione di caccia, contro il parere scientifico dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, ndr), autorevole organo scientifico cui è attribuita la valutazione tecnica della sostenibilità delle modalità e dei tempi del prelievo venatorio su tutto il territorio nazionale”.

“Bloccare l’apertura della caccia”

”La vastità degli incendi che hanno colpito moltissime aree della Sicilia”, proseguono, “ha provocato e sta tuttora provocando notevolissimi danni, sia diretti che indiretti, alla fauna e agli habitat naturali, con un numero imprecisabile di animali deceduti e numerosi siti distrutti dal fuoco. Un quadro a dir poco critico, che purtroppo si prolungherà nel tempo e che potrebbe tuttavia ulteriormente aggravarsi, per la fauna selvatica, con l’avvio della stagione venatoria. Il blocco dell’apertura della caccia appare dunque un provvedimento doveroso, ragionevole e responsabile”.

“Contrasto con le norme europee”

Giustamente, scrivono ancora le associazioni, la Giunta regionale ha deliberato di intervenire ”per fronteggiare le più urgenti necessità fra cui i contributi alle aziende per acquisizione di foraggi per gli animali, per ripristino recinzioni pascoli e adduzioni idriche; contributi per gli animali andati perduti” invocando ”lo stato di crisi e di emergenza, per la durata di mesi sei, a causa dei gravi danni provocati dagli incendi” ma ha comunque deciso di aumentare i periodi di caccia anticipando di ben un mese la data di apertura della stagione venatoria – ottobre – che Ispra aveva consigliato. Una scelta che gli ambientalisti definiscono “gravissima ed irresponsabile” oltre che “in aperto contrasto con le direttive europee”.

 

Fonte: focusicilia.

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