La sottosegretaria Floridia: “La circolare farà chiarezza. Riflessione politica in corso sulle multe ai dirigenti scolastici” che saranno fino a 1000 euro. Difficili però passi indietro sulle sanzioni

Questa volta non è più solo la Lega, che poi in Consiglio dei ministri ha votato a favore, a ribellarsi al Green pass. Sulle barricate si sono posizionati i sindacati contrari all’obbligo del certificato verde che gli insegnanti devono mostrare per poter lavorare. Altrimenti dopo cinque giorni saranno sospesi e non riceveranno lo stipendio. Ma anche i presidi, che devono fare da controllori, hanno delle riserve per non essere stati consultati e perché non vengono date loro risorse in più per poter svolgere “sempre più compiti che ci vengono richiesti”. A innescare un nuovo scontro adesso sono soprattutto le regole, che vanno a rafforzare le responsabilità dei dirigenti scolastici, con multe che possono arrivare fino a mille euro se ci saranno docenti non vaccinati o provvisti di tampone negativo effettuato nelle 48 ore precedenti.

La sottosegretaria all’Istruzione M5S Barbara Floridia ammette che “il malessere” creato da alcuni aspetti del Green pass “c’è ed è innegabile, è dato certamente da due fattori fondamentali: le sanzioni e la vaghezza della norma, che può generare confusione. Bisogna al più presto declinare meglio alcuni aspetti della normativa proprio per aiutare i dirigenti nell’organizzazione”. Fa sapere inoltre, all’agenzia Ansa, che c’è una “riflessione politica” in corso per eventuali modifiche in Parlamento riguardo le sanzioni ai presidi che saranno inflitte se all’interno del proprio istituto ci saranno docenti sprovvisti di Green pass. Ma se in un primo momento si è parlato di multe fino a 3000 euro, ora è stato chiarito, come è possibile vedere nel testo del provvedimento, che le sanzioni saranno fino a 1000 euro.

Ma non basta questo per placare gli animi. “Sull’applicazione del green pass nelle scuole e nelle università non accetteremo penalizzazioni per i lavoratori e scarichi di responsabilità sui dirigenti scolastici”, dice Francesco Sinopoli, segretario generale della Flc Cgil, rimarcando che “alla scuola non servono misure sanzionatorie ma un potenziamento delle scarse risorse messe in campo dal governo per affrontare la riapertura di settembre”. E non è tenera neanche la segretaria della Cisl Scuola Maddalena Gissi: “Noi siamo dell’idea che questo decreto vada ripensato totalmente e andava discusso prima. Sulle sanzioni non siamo proprio d’accordo, creeranno ulteriore scompiglio, perchè produrranno l’effetto terroristico che adesso non serve”.

Anche tra chi ha sostenuto lo strumento, come essenziale per far suonare la campanella per tutti gli alunni a settembre, nessuno escluso, ci sono i distinguo. “È normale che la violazione di un obbligo sia sanzionata. Dispiace però che questa misura sia stata adottata senza un preventivo confronto”, dice Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi: “È inoltre inaccettabile che ai dirigenti scolastici non siano assegnate le risorse umane che chiediamo da tempo, assolutamente necessarie per assolvere i compiti, sempre più numerosi, che vengono loro richiesti”.

Salvo piccole modifiche che serviranno più a chiarire alcuni aspetti che a cambiarne la sostanza, sembra che il governo voglia andare avanti su questa strada. Nel decreto legge si evince che il Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 può predisporre e attuare “un piano di screening della popolazione scolastica” autorizzando una “spesa di 100 milioni”. Il decreto sull’obbligo del Green pass per la scuola prevede cento milioni per effettuare uno screening della popolazione scolastica e 358 milioni per pagare chi dovrà sostituire il personale “assente ingiustificato”. Ma si tratta di risorse largamente insufficienti per i sindacati: il decreto ha previsto la copertura per poco meno di 50.000 non vaccinati, fanno notare, da settembre a dicembre, “dunque o la copertura è sottodimensionata oppure si è costruito questo provvedimento per 50 mila persone che su un totale di oltre 1 milione che lavorano nella scuola è una percentuale infinitesimale”. Tra il personale scolastico, sono 217.870 i soggetti che ad oggi non hanno ricevuto neanche una dose di vaccino, pari a 14,87% ; la settimana scorsa erano 220.605. I numeri dei non vaccinati restano ancora decisamente alti. Ragion per cui la maggioranza non ha intenzione di retrocedere.

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