Spentosi fisiologicamente il caso editoriale ‘L’eleganza del riccio’ (2007), tutto d’oltralpe, rimpallato subito tra l’italiota élite intellettuale, la inesauribile creatività sanitaria papalina ci rifila ‘L’eleganza del Dino’, lestamente scimmiottato in Comune con l’esposizione “Dinosauri in carne e ossa’.

Insomma, una città geriatrica, verrebbe da osservare…., eh no, perché ‘Gallina vecchia fa buon brodo’ ed eccola la raffinata e puntuale risposta di qualità ed eccellenza a chi vorrebbe tumulare in RSA tante figure dirigenziali in ASL.

Invece di blaterare a vanvera, gli eterni censori dell’asse Cittadella-Belcolle dovrebbero prendere atto degli apparenti attentati a livello nazionale, a tipo le clamorose riproposizioni di luminari luminosi, quali Arcuri e Fornero, tanto vituperati poracci, invece degni a quanto pare di sempiterna memoria e richiamati ostinatamente in servizio (e che servizio ci preparano!!!).

A via Fermi si sta dando la caccia (presto il referendum) all’ex Direttore della Prevenzione, per via di una sua più che lecita aspirazione a svolgere in quiescenza un incarico assai speciale nell’ambito del controllo epidemiologico post-pandemico sugli animali.

E se vincesse la selezione?

Gli si dice bravo, e zitti. Ehi, ha guidato tutta la campagna COVID-19 dall’esordio ed ora che vogliono i consueti dissacratori seriali?

Del resto i fatti gli han data ampia ragione…., insomma, diciamo che non lo hanno sconfessato proprio del tutto e l’esperienza non ha prezzo, nè titoli, nè curricula…, ‘Basta la parola’, come suggeriva a Carosello Tino Scotti a proposito del confetto Falqui, storico e potente lassativo.

Anzi, la storia politica del nostro è un esemplare segno di coerenza, come quando, nel giugno 1991, giovane Sindaco cornetano, guidò la marcia sull’Aurelia (non su Roma) contro la decisione dell’allora ministro Boniver di rifilare a Tarquinia 2600 albanesi.

Coraggio da vendere per un uomo che è già leggenda.

E di leggenda in leggenda, l’attuale Direttore dello SPRESAL, e da poco in assoluto della Prevenzione, si rimette in pista nel ruolo appena assunto, ovvero desunto, cioè ereditato, tra le attese di una folta platea.

Ha un esercito di prima scelta: ben 8 medici specialisti in Medicina del Lavoro più una Dermatologa ed 11 Tecnici della Prevenzione con un proprio Dirigente degli stessi, a parte.

Ed ora la ‘mission’, complessa, ma stimolante, reclamata dallo stesso Capo dello Stato, improvvisamente desto tra un europeo di calcio ed un alloro olimpico.

L’esperto coordinatore dei Tecnici è chiamato in cattedra nella decisiva resa dei conti sulle indagini per gli “appestati aziendali COVID “ (ivi compreso il decesso del Caposala in Elettrofisiologia, già tutelato dall’INAIL).

Ne vedremo delle belle…, speriamo, dopo oltre un anno…, altrimenti…”chi vuol essere lieto sia, del doman non v’è certezza”.

La sfida vera sarà la messa in campo di corpi speciali alla luce dei dati allarmanti circa l’aumento del 20% delle morti sul lavoro.

Allora, niente più videoconferenze, seminari, studi, ne siamo certi: comincino a tremare aziende, cantieri, fabbriche, cave, industriole, botteghe, bottegai e portinerie, insomma, ‘chi produce lavoro’: fin da subito i rispettivi gerenti son destinati a mettere il pannolone, perché fioccheranno verifiche ed ispezioni a go-go, nel nome dello zelo, della cura, delle capacità, dell’organizzazione che hanno segnato, già da oltre 30 anni, il successo della Medicina del Lavoro a Viterbo e del suo paradigmatico Direttore, numeri alla mano, che leggeremo prima o poi.

E tutto questo mentre CIA, Interpol, FBI, MI6, KGB e Mossad sono alla ricerca del misterioso hacker capace di mettere in mutande il rinomato CED della Regione Lazio.

Come finirà?

Se il virus non dipende da un qualche sito porno incidentalmente attenzionato alla Pisana, ovvero dalla disattenzione di Pierino in smart-working, fatto salvo l’antivirus ‘Zanamivir’ di LazioCrea, assisteremo all’estremo e risolutivo intervento della “Enologia Molecolare”, con sezioni d’élite anche a Viterbo e Montefiascone, e da fonti (nel caso non vinicole) attendibili, entro la mezzanotte del venturo 08 agosto, dopo uno strafogo di “granchie affenicate” ed otri di “San Crispino DOC” in quel di Montalto, l’onnipresente mega dirigente sanitario, tirato a lucido con un chilo di coppale, languidamente allacciato alla bionda ufficiale, ebbra come al solito, ma lascivamente pensando ai labbroni siliconati del trans del IV piano, darà la lieta novella: ”Zingaretti ha vinto…”, manco fossimo a Maratona!!!!

By John Wick

One thought on “Corsi e ricorsi storici per una ASL VT vintage all’ombra di complotti internazionali: “L’eleganza del Dino””
  1. C’è da inorridire: un rutilante rincorrersi di irrazionalitá camuffate da “necessitá”, che costano migliaia di € …:e poi sempre l’intreccio politico che troppo spesso scade nella tresca di basso livello come nei peggior filmetti erotici anni ‘70….: un mondo di caricature, barzellettieri, gags e macchiette patetiche da museo preistorico!!!!

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