Ce lo chiede l’Europa“. Quante volte abbiamo sentito ripetere questo mantra per giustificare qualche misura economica fortemente contraria agli interessi del nostro Paese?

Quante volte abbiamo visto i nostri politici alzare le mani in segno di remissione davanti ad una regola europea?
Quante volte hanno fatto spallucce per dire che non si può e non conviene contraddire l’Europa? Anzi, tante volte ci hanno detto che c’è bisogno di più Europa, anche a costo di abdicare alle prerogative legislative sovrane.

Ad un tratto però, per la legge del contrappasso (o per quella che prevede che chi di spada ferisce, di spada perisce) ci troviamo oggi di fronte al regolamento n. 953 del 2021 dell’Unione Europea, che stabilisce che gli Stati devono tassativamente evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono vaccinate. E non ci può essere alcun dubbio circa la natura palesemente discriminatoria – e quindi in violazione del decreto 953 – delle prescrizioni contenute nel recentissimo decreto che istituisce il green pass in Italia, come faceva notare Francesco Carraro su alcune testate del mainstream.
In pratica, signori, siamo autorizzati a rinnegare il green pass. Ebbene sì, ce lo chiede l’Europa.

Vogliamo infischiarcene? Vogliamo dire all’Europa che non deve mettere bocca nelle regole nazionali soprattutto quando le regole europee, se applicate, non tutelerebbero gli italiani? Benissimo, con me sfondate una porta aperta.
Ma allora vale anche per i parametri di Maastricht, per i regolamenti del Trattato di Lisbona, per il Fiscal Compact, per il bail-in, per le regole che vietano emissioni monetarie.
Io credo che se anche gli orologi rotti segnano l’ora esatta due volte al giorno, questo sia proprio il momento esatto per fare tutti appello al “ce lo chiede l’Europa” e contestare qualsiasi divieto imposto in Italia a chi non è munito di green pass, perché il regolamento su questo punto è chiaro: non deve essere discriminato neanche chi il vaccino ha deciso volontariamente di non farlo.

Fonte: radioradio

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