“Cosa sono tutte queste alghe ammassate sulla spiaggia?”, “sono sporche, puzzano?”, “Dovrebbero essere rimosse dalla spiaggia prima dell’arrivo della stagione turistica?”.

Probabilmente vi siete fatti tutte queste domande quando siete arrivati sulla vostra spiaggia preferita, oggi cercherò di darvi un po’ di risposte dato che in questo periodo in cui le spiagge sono molto popolate, si sentono spesso commenti dispregiativi riguardo la presenza in alcuni tratti di posidonia morta, le cosiddette alghe spiaggiate.

Molti non sanno che in realtà non si tratta di alghe, ma di una pianta fondamentale per la vita in marina.

Che cos’è la Posidonia oceanica?

Partiamo da una cosa basilare: si tratta della cosiddetta Posidonia oceanica, una pianta marina che forma estese praterie sottomarine nel Mar Mediterraneo. Praterie che sono fonte di cibo e protezione per migliaia di specie animali che qui vivono, si riproducono, si proteggono. Oltre ovviamente ad emettere ossigeno ad assorbire CO2 come fanno tutte le piante. Soprattutto durante le tempeste invernali, le sue foglie e le sue radici vengono però strappate e arrivano sulle spiagge e formano spessi strati misti alla sabbia, detti banchi.

In primavera e in estate, questi banchi vengono spessi rimossi dalle amministrazioni locali in risposta all’elevata pressione turistica che non le apprezza, nonostante proteggano le spiagge dall’erosione e svolgano un ruolo fondamentale nel sostegno di ecosistemi vulnerabili e rari, come le dune costiere.

A cosa serve?

Queste piante tanto odiate da molti turisti in realtà offrono molteplici vantaggi all’ecosistema.

  • Offrono un freno naturale all’erosione

La Posidonia permette di trattenere la sabbia e, a lungo termine, irrobustisce la costa: si parla di ruolo fissativo. Per alcune spiagge agisce quindi da freno all’erosione naturale.

  • Un ruolo ecologico

La Posidonia spiaggiata è anche un ecosistema che partecipa alla vita della costa. Si tratta di un ecosistema che ha diverse caratteristiche specifiche. 

  • Forma un habitat lineare e un ambiente di transizione che accoglie sia la fauna marina che terrestre;
  • È considerata la base di una catena alimentare specifica per la costa. Vera e propria dispensa per alcuni uccelli come i pivieri, la Posidonia ospita insetti, molluschi e piccoli crostacei. Alcuni uccelli lo usano anche per riprodursi;
  • L’humus formato da questa specie marina e dalla materia organica partecipa alla fertilizzazione della spiaggia superiore dove possono insediarsi e svilupparsi diverse specie vegetali.

Una spiaggia sana è una spiaggia ricca di Posidonia

Posidonia

Pic by: Cilentonotizie.it

Spesso, per comodità dei turisti, i comuni praticano la rimozione della Posidonia spiaggiata, ma sappiamo che tenerla in spiaggia significa proteggere l’habitat che crea. Raccoglierla e rimuoverla porta alla denutrizione di uccelli migratori o stanziali e alla scomparsa di crostacei, vermi o larve che partecipano al biotopo locale e quindi all’alimentazione di migliaia di specie della battigia o del mare.

Come si comportano i comuni del Mediterraneo con la Posidonia

Nel 2018 è stato condotto uno studio accurato e ben l’83% dei comuni intervistati di 5 paesi del Mediterraneo (Italia compresa), rimuove i depositi di Posidonia su alcune o tutte le spiagge, ogni anno. L’attività di rimozione è stata praticata 3 o più volte all’anno in oltre la metà delle località.

Lo studio ha rilevato che i macchinari pesanti come gli escavatori sono la scelta numero uno in circa il 40% dei casi. Questo nonostante l’impatto significativo che questo tipo di attrezzatura potrebbe avere sulle spiagge e sull’ambiente costiero associato.

Una volta rimossa la Posidonia, le modalità di smaltimento variano: il 26% dei comuni li deposita in discarica, mentre il 20% circa le raccoglie e utilizza per altri scopi oppure vengono “parcheggiate” nelle vicinanze e rimesse in loco alla fine della stagione turistica, in Italia quest’ultima è la più praticata. Ognuna di queste strategie ha un impatto diverso.

Come abbiamo appena visto, la Posidonia Oceanica è fondamentale per il benessere dell’intero ecosistema marino, non si tratta di rifiuti o di scarti, ma di vere e proprie piante che morte vengono portate a riva e continuano a svolgere numerose funzioni. La degradazione delle foglie è alla base delle catene alimentari costiere  e i cordoni che si spiaggiano sono un formidabile strumento per smorzare la forza delle onde e consentire alla sabbia di depositarsi ed essere trattenuta.

Tuttavia, capisco che possano essere un ostacolo al turismo e quindi se si ritiene indispensabile rimuoverle, ci si dovrebbe limitare alla pratica meno impattante cioè quella che prevede lo spostamento ai piedi delle dune, dove con il tempo verranno coperti dalla sabbia e dalla vegetazione dando vita ad un nuovo cordone dunale; oppure possono essere ammucchiate dove non danno fastidio, ma alla fine dell’estate andranno restituite alla riva per continuare le loro preziose funzioni ecologiche.

Fonte: ecocentrica

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