Israele è il primo Paese a passare dalle teorie ai fatti. Dalla prossima domenica, infatti, agli abitanti dello Stato di Gerusalemme sopra i sessant’anni sarà somministrata la terza dose di vaccino Pfizer.

Una scelta resasi necessaria dopo che gli ultimi studi effettuati proprio dall’azienda produttrice del vaccino hanno dimostrato come a sei mesi di distanza dall’ultima iniezione la protezione dalla variante Delta del Covid sia destinata a calare.

L’unica condizione per ricevere la terza dose, ha fatto sapere il ministro della Salute israeliano, è che siano passati almeno cinque mesi dal momento in cui si è ricevuta la seconda iniezione.

Proprio in questi giorni Pfizer aveva ammesso la necessità di un ulteriore richiamo.

Un documento consegnato alla Consob americana e svelato da Dario Martini su “Il Tempo”, l’azienda statunitense aveva ammesso come contro la variante Delta l’eventuale terza dose proteggesse fino a undici volte di più le persone più anziane e fino a cinque volte di più i più giovani.

Inoltre, nello stesso documento veniva svelato il lavoro degli scienziati dell’azienda per adattare il vaccino anche ai bimbi di 5/6 anni e, in ultimo, venivano chiariti i ricavi: nel secondo trimestre ben 19 miliardi di dollari, di cui 7,8 grazie al solo vaccino anti-Covid.

Ricavi che, se il resto del mondo seguirà Israele, sono destinati a rimanere altissimi anche nell’immediato futuro.

Fonte: Il Tempo.it

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