Serve un altro richiamo per evitare che gli anticorpi generati dalla seconda dose del vaccino anti Covid diminuiscano dopo poche settimane?

Anche se il fenomeno è atteso e questo non è l’unico meccanismo di difesa dell’organismo, il calo potrebbe appunto indicare la necessità di un richiamo, almeno per le persone più fragili. Lo affermano i ricercatori dell’University College di Londra in uno studio pubblicato sulla rivista The Lancet.

Nella ricerca è stato analizzato il sangue di 605 persone tra i 50 e i 70 anni, che avevano completato la vaccinazione con Pfizer o Astrazeneca. Tra le tre e le sei settimane dopo la seconda dose, scrivono gli autori, il livello degli anticorpi, che varia molto da persona a persona, inizia a scendere, e risulta molto più basso dopo 10 settimane. In media si passa da 7500 unità per millilitro a 3320 per Pfizer, e da 1200 a 190 per Astrazeneca. Il fenomeno del calo degli anticorpi, sottolinea al Guardian Eleanor Barnes, epatologa dell’università di Oxford, è comune a tutti i vaccini, ma non implica che si perda anche la capacità di rispondere dell’organismo, anche perchè ci sono altre cellule del sistema immunitario che possono entrare in azione.

«La diminuzione potrebbe suggerire una strategia di richiami, soprattutto in un momento in cui c’è un’ondata di casi da variante Delta in Gran Bretagna. Tuttavia, anche se diminuisce il livello degli anticorpi, le cellule B e T potrebbero proteggere molto bene dalla malattia grave».

 

Fonte: ilmessaggero

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