Landini, botta di caldo. Il no di Fico

Come era prevedibile l’ipotesi di Confindustria su un green pass anche nelle fabbriche, forse nell’intenzione di spronare il governo a misure più restrittive in termini di prevenzione dei contagi sui luoghi di lavoro, trova l’opposizione rinnovata dei sindacati. Accanto a loro si schiera anche il presidente della Camera, Roberto Fico, che si dice contrario alla proposta filtrata ieri dagli industriali mentre riserve arrivano anche da un’altra delle associazioni di categoria, la Coldiretti, che mette in guardia sulla possibilità di avere scarsità di raccoglitori e di approvvigionamento alimentare.

Il tema resta in ogni caso divisivo al momento, come l’obbligo vaccinale di altre categorie di lavoratori, ad iniziare dagli insegnanti e dal personale della scuola dove l’attesa degli ultimi giorni dovrebbe servire a convincere gli operatori del settore prima di prendere in considerazione una stretta ulteriore.

La Cgil interviene con il suo segretario generale, Maurizio Landini, sottolineando che Confindustria non può decidere su questioni demandate alla sola responsabilità dell’Esecutivo. “Spero che sia il caldo”, commenta il leader di Corso d’Italia la proposta sul Green pass obbligatorio nei luoghi di lavoro. Poi spiega: “In questo anno di pandemia i lavoratori sono sempre andati in fabbrica in sicurezza. Rispettando i protocolli e le norme di distanziamento. Non sono le aziende che devono stabilire chi entra e chi esce“. Landini aggiunge: “Certamente una scelta di questo tipo la può compiere solo il governo”. Per la Cisl “il ruolo delle parti sociali è favorire in maniera responsabile la vaccinazione in tutti i luoghi di lavoro e nelle aziende che si sono rese disponibili a costituire hub vaccinali aggiuntivi a quelli della sanità pubblica, come avevamo sottoscritto il 6 aprile scorso insieme alla Confindustria ed alle altre associazioni imprenditoriali per tutelare la salute collettiva e quella dei lavoratori. Porre dei vincoli di accesso ai luoghi di lavoro mediante il green pass non rientra nel perimetro del protocollo ed in ogni caso è una modalità discriminatoria di controllo che non può essere imposta con una circolare alle aziende”.

 

Fonte: ansa

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