Una vera e propria divisione sociale tra vaccinati e non vaccinati: è questo lo scenario che l’Italia si trova a vivere in queste settimane.

Con l’incremento delle vaccinazioni, infatti, si marca ancora di più quel confine tra le due “fazioni”: una contrapposizione che potrebbe trasformarsi in una vera e propria guerra civile ideologica se il Governo dovesse decidere di introdurre l’obbligo di presentare il green pass all’ingresso dei luoghi pubblici. Un’ipotesi assolutamente plausibile, che sembra vicina alla realtà: nei prossimi giorni, infatti, l’esecutivo potrebbe decidere di seguire il modello della Francia di Macron, anche se sono al vaglio diversi compromessi.

Un tema spinoso che sta facendo discutere moltissimo, soprattutto alla luce dell’efficacia dei vaccini stessi, che non prevengono l’infezione bensì la malattia, attenuandone i sintomi: lo si può leggere direttamente nei bugiardini delle case farmaceutiche. A dire la sua è l’avvocato Alessandro Fusillo, da sempre in prima linea nel corso dell’emergenza Covid-19 contro alcune decisioni del Governo come lockdown, distanziamento sociale e ora libertà di scelta.
Ecco la sua intervista da Fabio Duranti e Francesco Vergovich.

“Cosa dice la legge? C’è un reato specifico: quello di procurato allarme. Esistono poi vari reati di istigazione all’odio: c’è molta attenzione sulla discriminazione e questa lo è. Chi diffonde queste notizie non è giornalista.
Ho letto parecchie carte in questo periodo. Invito tutti a leggere i bugiardini delle case farmaceutiche. La migliore fonte per informarsi sono quelli che li producono. Da qui si ricavano informazioni fondamentali che smentiscono questi personaggi che dicono cose sbagliate. Le case farmaceutiche dicono chiaramente che non si sa se i vaccini prevengono il contagio: è ancora allo studio. Sicuramente non è detto che colui che è vaccinato non possa infettare gli altri. Chi si è vaccinato potrebbe infettarsi ed infettare gli altri. Questo clima di allarme serve a sostenere i provvedimenti di natura politica ai quali il Governo sta lavorando.

Questo del vaccino è l’ennesimo esempio di polarizzazione della società. Mascherine, lockdown e altre buffonate che abbiamo visto in questo anno e mezzo. Dobbiamo andare avanti e confido che da qualche aula di Tribunale possa uscire qualche voce di verità. Vari Tribunali hanno demolito quanto successo da febbraio 2020, chiarendo come si tratti di azioni illegali e incostituzionali quelle prese dal Governo. Ci sono buoni segnali. Il problema è che queste decisioni scivolano addosso a loro come fossero acqua fresca. L’Esecutivo dovrebbe rispettare le sentenze giudiziarie. Invece non è così perché si va avanti disinteressandosi di quanto viene detto.

L’obbligo per i sanitari

L’idea che l’operatore sanitario debba difendere se stesso e possa farlo soltanto attraverso la vaccinazione è un errore. La formulazione della legge che li obbliga al vaccino spiega come il legislatore non sa di cosa stia parlando. Perché non si fa una discussione in Parlamento, senza la fretta di convertire un decreto in legge? Nessun vaccino previene l’infezione, al massimo rafforza il sistema immunitario e consente di reagire alla malattia. Non si sa esattamente quale sia l’efficacia di questo farmaco: forse semplicemente attenua gli effetti della malattia”.

Fonte: radioradio

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