Sul caso a Vetralla in merito ai movimenti di Forza Italia, interviene con un comunicato l’ex commissario locale Gennaro Giardino.

“Leggo con stupore delle ultime decisioni prese in casa Forza Italia a livello provinciale. E non posso fare a meno, – scrive Giardino – come appartenente al partito ed ex commissario locale, di farmi alcune domande.

Chi si esprime, è lo stesso Andrea Di Sorte, che nomina me come commissario del partito a Vetralla, per poi mettere Mario Paschetta al mio posto?

É lo stesso commissario provinciale che non conosce la realtà del territorio, e propone il consigliere Bacocco come eventuale candidato di una lista, in caso di mancato accordo del centrodestra, tanto che oggi circolano anche ipotesi assurde su patti,  financo con la sinistra estrema?

E su Dario Bacocco, mi domando ancora: Dove era in questo recente passato, quando il sottoscritto proponeva incontri con i rappresentanti di Lega, Fratelli di Italia e Forza Italia che lui puntualmente disertava?

Era sempre e soltanto Sandrino Aquilani ad essere presente insieme a Zelli e Gidari, erano loro a fare sforzi, non certo lui.

Dove era negli anni trascorsi Dario Bacocco, prima di oggi in cui ha assunto, il ruolo di salvatore della patria, e propone metodi, avanzati da me in tempi non sospetti, tipo le primarie?

E dove era quando disertava occasioni politiche importanti?

E in qualità di consigliere comunale della minoranza, ruolo fondamentale dell’opposizione, dove si trovava Bacocco visto che non si è mai presentato alle convocazioni ufficiali, e quasi mai si è seduto sugli scranni in occasione dei Consigli Comunali?

Che fine aveva fatto il rispetto del suo elettorato?

Possibile che oggi sia stato folgorato dal fuoco della passione e improvvisamente si accorga dei problemi del paese?

Chi mi conosce sa che non mi sono mai piaciuti i “giochi” politici, quelli legati a chi interviene dall’alto decidendo per la popolazione.

A Vetralla c’è un umore di cui né Di Sorte, né chi sopra di lui, mostrano di conoscere.

Addirittura parlano di accurata analisi fatta nel paese.

Facessero un giro tra la gente questi signori, chiedessero ai cittadini cosa vogliono.

La risposta potrebbe essere sconcertante e sicuramente non penso vogliano un assenteista come Bacocco, che solo oggi scopre un ruolo che nessuno vuole che abbia.

Perdere i contatti con la realtà è l’errore più clamoroso che i vertici della politica possano compiere e qui mi pare che gli scivoloni siano più di uno. Zelli, Gidari e Aquilani dovrebbero prendere atto di tutto ciò e fare scelte lontane,  da queste bassezze umane”.

Oltre ad un cittadino che ha servito la patria, anche gli elettori dovrebbero porsi certe domande.

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