Uno dei simboli della vittoria azzurra agli Europei è certamente Leonardo Bonucci, campione nato e cresciuto a Pianoscarano, che non dimentica le sue origini. La sua “viterbesità” spesso viene fuori anche nelle grandi partite.

Orgoglioso di essere nato a Viterbo, secondo di due figli, nel quartiere storico di Pianoscarano, ricco di tradizioni e di sana viterbesità, cominciò la sua eccezionale carriera sportiva giocando a calcio con i compagni al campetto della chiesa.
Suo fratello Riccardo, maggiore di cinque anni, è stato calciatore in Serie C1 con la Viterbese, e a livello dilettantistico in squadre della provincia di Viterbo.

Leonardo tira i primi calci proprio nel Pianoscarano, della natìa Viterbo, in cui compie tutta la trafila delle formazioni giovanili. Nel 2000 passa alla Viterbese disputando prima il campionato Giovanissimi Sperimentali, e l’anno successivo quello Giovanissimi Nazionali. Nel 2002 si trasferisce temporaneamente alla Nuova Bagnaia per giocare il campionato Allievi, poi nel 2004 torna alla Viterbese, negli Allievi Nazionali allenati da Carlo Perrone. Durante la stagione 2004-05 colleziona qualche panchina con la prima squadra gialloblù, in Serie C2,e sostiene un provino con l’Inter; con le giovanili nerazzurre disputa in prova due tornei, ad Abu Dhabi e a Parma, al termine dei quali la società lombarda, in una giornata speciale, l’11 luglio 2005, lo ingaggia per 40 000 euro, inserendolo nella squadra Primavera. L’11 luglio 2021, a 16 anni di distanza, vince gli Europei con la Nazionale.

Quante vittorie e soddisfazioni in questi anni!

La stagione 2005-06 vede Bonucci vincere con la formazione giovanile interista la Coppa Italia Primavera, agli ordini di Daniele Bernazzani.
Intanto il 14 maggio 2006 Roberto Mancini, tecnico della prima squadra, lo fa esordire in Serie A, facendolo subentrare al 90′ a Solari nella sfida dell’ultima giornata di campionato a San Siro contro il Cagliari (2-2).
Già s’intravedeva che il ragazzo fosse un vincente.
Al Treviso al Bari, all’Inter, con la Juventus e la Nazionale, la sua carriera è stata un crescendo di successi. Ma non solo.

Nella sua carriera ha vinto nove campionati di Serie A, di cui uno con l’Inter nel 2005-2006 e otto con la Juventus (sei consecutivi dal 2011-2012 al 2016-2017 e altri due nelle stagioni 2018-2019 e 2019-2020), club quest’ultimo a cui ha legato la maggior parte della carriera e con cui ha conquistato anche quattro Coppe Italia (tre consecutive dal 2014-15 al 2016-17 e ancora nel 2020-21) e cinque Supercoppe di Lega (2012, 2013, 2015, 2018 e 2020); con la squadra nerazzurra aveva inoltre conquistato in precedenza, a livello giovanile, un Campionato Primavera (2006-07) e una Coppa Italia Primavera (2005-06).

Con la nazionale ha trionfato all’europeo itinerante di Europa 2020; tra gli altri piazzamenti, è stato finalista all’europeo di Polonia-Ucraina 2012 e terzo classificato alla Confederations Cup di Brasile 2013. In azzurro ha inoltre preso parte ai mondiali di Sudafrica 2010 e Brasile 2014 e all’europeo di Francia 2016.

Leonardo Bonucci è un campione anche di solidarietà: nel 2020, anno della pandemia, Leonardo Bonucci ha fatto una donazione importante all’ospedale di Belcolle e alla Città della Salute di Torino.
Nel giugno 2020 iniziò la distribuzione di 10mila mascherine commissionate a un’azienda trevigiana, destinate ad associazioni di volontariato della Tuscia.

Inoltre, alla fine del 2019, uscì il suo libro “Il mio amico Leo”, dedicato alla lotta contro il bullismo. Il ricavato della vendita dei libri venne interamente destinato all’associazione Agop Onlus, Associazione genitori oncologia pediatrica.
Il sindaco Arena ora pensa di dargli un riconoscimento ufficiale a nome della città di Viterbo.  Il campione di Pianoscarano lo merita tutto.

Ecco cosa scrive su Facebook il fratello, Riccardo Bonucci, all’indomani della vittoria azzurra:
” ORA METTETEVI COMODI CHE VI RACCONTO UNA STORIA:
Il bello del calcio è che permette a tutti di improvvisarsi allenatori o esperti in materia.
Ne ho lette tante in questi anni, forse troppe. Commenti di una superficialità disarmante scritti con una presunzione che tante volte mi ha lasciato interdetto.
Avete sicuramente ragione quando dite che nella mia posizione dovrei fare finta di niente ma a volte è più forte di me: forse perché piace anche a me guardare le partite con gli occhi del tifoso, oppure perché mi diverto anch’io a criticare mio fratello ricordandomi di come interpretavo io il ruolo davanti a quelle 200 persone occasionali.
Commenti tecnici degni del miglior Adani che però almeno sa di cosa parla.
“Non adatto alla difesa a 4”, “Scarso nell’1 contro 1”, “Sempre sovrastato di testa”, “La sua fortuna Chiellini e Barzagli”.
Chissá quante ne dimentico ancora…
Adesso mi tolgo per un attimo i panni del fratello protettivo e indosso quelli del tifoso, o del giocatore di pallone che ancora ricordate per quell’esordio con goal con la maglia della Viterbese: Leonardo Bonucci è stato pazzesco in questo Europeo e ha spazzato via, uno a uno, ogni vostro illustrissimo pensiero.
Chissà se avete esultato ieri sera quando Sterling è stato sbattuto letteralmente fuori dal campo quando ha puntato Bonucci in area di rigore. Quando Kene più di una volta ha rinunciato a saltare di testa visto che non la prendeva mai. Quando guidava due ragazzi (Spinazzola e Di Lorenzo) che non si sono mai affacciati a palcoscenici così importanti a giocarsi una finale di un campionato Europeo o quando solo a guardarlo trasmetteva sicurezza e tranquillità.
Ora però mi raccomando continuate eh!!!
Non smettete, vi prego.
Del mio passato da calciatore ricordo che la scaramanzia regnava padrone e magari con la vostra saccenza portate bene.
Mi basta sapere che vi ricordiate che il calcio è un’altra cosa e che giocare qualche partita tra i professionisti o al campetto dell’oratorio non è il lasciapassare per “sparare” la prima cosa che vi passa per la mente.
Come è possibile criticare un calciatore che ha vinto:
– 9 Campionati italiani;
– 5 Supercoppe italiane;
– 4 Coppe Italia;
– 1 CAMPIONATO EUROPEO.
I premi individuali ve li risparmio perché le vere vittorie sono di squadra.
Questo era il commento da tifoso e da ex “pallonaro”, ora ritorno ad indossare i panni del fratello maggiore: grazie Leo per averci resi orgogliosi di essere parte di te.
La Viterbo NOSTRA ti porta in trionfo e ti rende onore…💛💙.
Grazie agli amici, quelli veri. Quelli che ci sono sempre stati e che ci saranno sempre e comunque.”

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