Una donna di 60 anni ha ucciso il marito dopo averlo sedato per poi confessare l’omicidio ai carabinieri. La donna era stanca delle violenze che l’uomo avrebbe esercitato verso di lei e verso il figlio.

Intorno alle 19:30 di ieri, domenica 11 luglio 2021, a Borghetto di Borbera, in provincia di Alessandria, una 60enne del posto, Agostina Barbieri, ha strangolato il marito, dopo averlo sedato, per poi chiamare i carabinieri e confessare di essere stata lei l’autrice dell’omicidio.

Sul luogo del delitto sono intervenuti i militari di Novi Ligure, Sezione Investigazioni Scientifiche del Nucleo Investigativo del reparto operativo di Alessandria, ai quali la donna ha dichiarato di aver ucciso il marito, il 64enne Luciano Giacobone, camionista in pensione, perchè stanca delle continue violenze e maltrattamenti subiti, nel corso degli anni, da lei e dal figlio.

La ricostruzione dell’accaduto

Pare che l’uomo, nel pomeriggio di ieri, si fosse recato in ospedale, per alcune ferite dopo una lite con la moglie, per poi essere dimesso. Tra moglie e marito (e anche figlio, in questo caso presente in casa), erano volati colpi e anche bottigliate, una delle quali aveva ferito l’uomo a un orecchio. Quest’ultimo era tornato a casa, scrivendo al figlio di fare le valigie e andarsene.

I militari, poche ore dopo, lo hanno trovato senza vita nella sua abitazione, con segni di strangolamento. La moglie, portata nella Caserma di Novi, è stata interrogata nel corso della notte dai carabinieri e dal pm di Alessandria, ribadendo la propria versione dei fatti, assumendosi la responsabilità dell’omicidio.

Al termine dell’interrogatorio, è stata sottoposta a fermo di indiziato di delitto e portata nelle carceri Lorusso e Cutugno di Torino. La donna adesso è difesa dagli avvocati Franco e Silvia Natili. Intanto le indagini dei militari proseguono, in attesa che venga effettuato l‘esame autoptico sul corpo della vittima. I due coniugi erano conosciuti dai concittadini come 2 grandi lavoratori, sempre molto gentili. Secondo le prime indiscrezioni fornite dai residenti, nessuno di loro avrebbe mai potuto lontanamente sospettare delle violenze che la 60enne doveva subire tra le mura domestiche.

 

Fonte: fidelityhouse

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *