Sia chiaro: il Parlamento Europeo ha autorizzato la sorveglianza di massa delle persone. Qui non c’entra essere europeisti o antieuropeisti, essere di destra o di sinistra, leggere la cosa in un modo o nell’altro. No.

È un dato oggettivo derivante dal voto favorevole espresso in merito all’emanazione di un nuovo Regolamento che consentirà ai provider dei servizi di messaggistica di effettuare un controllo maggiormente intensificato sul contenuto delle chat svolte sulle proprie piattaforme, al fine di individuare potenziali contenuti pedopornografici e segnalare ipotesi di reato alle forze di polizia competenti. La pedopernografia, tema delicatissimo e importantissimo, diventa così il cavallo di Troia per altro. Una scusa, detta in modo brutale.

Il titolo del Manifesto (e quindi non di un giornale sovranista di destra o vicino a ItalExit) è chiaro: “Strasburgo approva la sorveglianza di massa di tutte le email”. Tale normativa costituisce infatti una deroga espressa alla Direttiva ePrivacy, che vieta ai provider di porre in essere attività di sorveglianza, intercettazione o conservazione delle comunicazioni elettroniche, salvo il caso in cui l’utente non abbia prestato il proprio consenso o il provider sia stato espressamente autorizzato per legge.

Per tale ragione, il Regolamento è stato denominato “Chatcontrol” rappresentando, ad oggi, l’eccezione al divieto di sorveglianza massiva dell’utenza previsto all’interno della Direttiva ePrivacy. Come spiega agendadigitale.eu, “nonostante l’intento perseguito dall’Unione Europea sia ammirevole, non sono mancate aspre critiche in merito alle conseguenze che la concreta applicazione di tale Regolamento potrà avere ed ai rischi per gli utenti”. Si consentirà ai provider di servizi di comunicazione interpersonale (come, ad esempio, Whatsapp, Messenger, Telegram ed altri) di attuare un controllo sistematico e massivo del contenuto delle chat private, in deroga all’articolo 5, paragrafo 1, e all’articolo 6, paragrafo 1 della Direttiva 2002/58/CE, che tutelano la riservatezza delle comunicazioni e del traffico dati, fatta eccezione per i messaggi audio”.

Il Regolamento sarà in vigore per tre anni e renderà, inoltre, obbligatorio il controllo delle chat per tutti i provider di posta elettronica e messaggistica, “costringendo anche i servizi di messaggistica crittografati end-to-end come Whatsapp o Signal a installare delle backdoor. Le attività di sorveglianza che potranno condurre i providers, molto più invasive rispetto a quelle sinora poste in essere, costituiscono una forte interferenza con alcuni diritti fondamentali dell’uomo, come il diritto alla tutela dei dati personali ed al rispetto della vita privata e familiare”.

Infatti, “per il controllo del contenuto dei messaggi e delle e-mail dei cittadini europei saranno usati innovativi sistemi di Intelligenza Artificiale, che scandaglieranno anche la corrispondenza intercorsa con medici, psicologi, avvocati, la quale dovrebbe invece essere coperta da segreto professionale (salvo alcune eccezioni). In caso di riscontro positivo da parte dell’algoritmo, il risultato sarà esaminato dal provider tramite l’ausilio di match positivo (contenuto ritenuto illegale dall’algoritmo) il provider di servizi dovrà verificare ed eventualmente segnalare il contenuto alle forze dell’ordine”.

Il disegno di legge, votato favorevolmente da 537 deputati, è stato fortemente criticato da alcuni eurodeputati e dagli esperti del settore, in quanto si teme che possa rappresentare una pericolosa vulnerabilità per i diritti dei cittadini europei, in virtù del “controllo” delle comunicazioni riservate e private. Occorre rilevare, infatti, che con tale sistema di monitoraggio delle conversazioni le fotografie e i video intimi di milioni di persone potranno essere acquisiti, conservati ed esaminati dai provider di servizi e dai loro dipendenti, oltre che dalle forze dell’ordine, che a loro volta potranno esaminare i contenuti oggetto di segnalazione”.

Fonte: Il Paragone.it

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