“Abbiamo trovato questo cucciolo di Beagle nella spazzatura in Contrada Bordea a Sciacca, in Sicilia. Sta malissimo, defeca sangue” questo l’appello apparso sulla pagina Facebook dell’associazione Balzoo Sciacca che nei giorni scorsi ha trovato un cucciolo in condizioni terrificanti.

Il piccolo aveva crisi compulsive e bruciature di sigarette sul corpo, cosa che lascia ipotizzare che prima di essere abbandonato è stato maltrattato per diversi giorni.

Una passante lo ha ritrovato nei pressi dei cassonetti di una discarica abusiva. Dopo il ritrovamento, è stato trasportato immediatamente in una clinica veterinaria. Le sue condizioni erano critiche: oltre alle bruciature e allo stato di choc, i veterinari gli hanno riscontrato una positività alla parvovirosi, una terribile malattia che colpisce gravemente i nostri amici a quattro zampe.

La parvovirosi ha una diffusione molto rapida che avviene attraverso il contatto con feci, saliva, urina e vomito e può portare velocemente alla morte. I medici sono riusciti a stabilizzarlo, ma era chiaro fin da subito che le sue condizioni erano troppo gravi. La speranza è durata pochi giorni. Purtroppo il cucciolo, al quale non è neanche stato dato un nome, si è dovuto arrendere al dolore.

Il cucciolo di Beagle non ce l’ha fatta

Durante tutto il tempo in cui le volontarie si sono prese cura di lui, il piccolo continuava ad addormentarsi esanime. Appena si svegliava iniziava a lamentarsi e a cadere in preda alle convulsioni.
Poche ore fa il triste annuncio dato dai volontari di Balzoo Sciacca:

“Ci abbiamo provato. Fino alla fine. Fino alla tua prematura morte
Con la veterinaria sapevamo che eri un caso disperato, ma abbiamo voluto provare. Come potevamo arrenderci di fronte alle tue terribili sofferenze?” si chiedono le persone che sono state insieme a lui fino all’ultimo momento.

“Forse eri un regalo preso per i bambini, forse eri un cane destinato alla caccia, dato via senza vaccini, e appena hai iniziato a stare male ti hanno lasciato nella spazzatura.”

Proprio il modo tremendo in cui è stato abbandonato ha spinto i volontari a compiere tutti gli sforzi possibili nonostante i tanti problemi di salute che gli sono stati riscontrati durante le visite dal veterinario.

“Come potevi sopravvivere? Ma noi come potevamo non provarci? Vegliarti tutto il giorno e tutta la notte, all’alba di stamattina bruciavi, il tuo viso tremava, spasmi oculari , facciali, crisi nervose in cui abbaiavi e facevi i bisogni addosso…

Me lo sono chiesta, se ne valesse la pena…se tutto questo dolore non ti avrebbe lasciato un segno permanente Ma la natura ha scelto per te e per noi.
Sei volato via e non soffri più, ma credo che neanche fossi cosciente appieno….
Ci dovevo provare, per te e per me È quello che faccio, provarci sempre, forse perché sono stupida, forse perché ogni tanto in una giustizia ci credo. È stato un dolore occuparmi di te, ma lo farei altre mille volte, anche di più”

Fonte: tecnologia-ambiente

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