Calano le tenebre sul sistema giudiziario nostrano.

Magistratura inquirente e giudicante si contendono l’albero della cuccagna tra un minuscolo sonnambulo che a 21 mesi si prepara a puntino, scarpe comprese, ed esce di casa in piena notte, solo per caso prodigiosamente ritrovato da un giornalista viandante (alla faccia di droni, cani molecolari e ricognitori aerei) ed un agente di PS, reo di aver difeso la pubblica incolumità dalla furia omicida ed iconoclasta di un sedicente ospite in gita premio dal Continente Nero, magari fosse quello di Edoardo Vianello.

Anche all’ombra del cupolone di santa Rosa il trend non molla.

Eppure bastò assai meno per scatenare nel 1997 uno zelante magistrato dell’allora Procura presso la Pretura Circondariale per mettere sotto scacco la USL VT/3, altre USL no per evitare incontri con mogli et affini, nell’emblematica vicenda delle ‘incentivazioni’.

Con la super visione di un fallito ed obeso anestesista romano, oggi assai più piacevole bettoliere alle ‘casette’ di Guardea, fu un flop lungo 7 anni e senza pari, che si consumò tra uno screening della mammella, tutte prescrizioni con due assoluzioni, i fumi delle fotocopiatrici fuse per inutilmente doppiare quintali di materiale sequestrato che occupò per anni l’archivio della Procura, prima che quest’ultimo fosse trasformato (udite, udite!!!) nel Consultorio Famigliare di via Cardarelli (lì per 17 anni, senza DVR e senza cambio di destinazione d’uso).

Oggi sembra perlomeno meno invasivo esplorare i reati contro l’ambiente, ma incomprensibilmente a Viterbo, negli Uffici Giudiziari, non è conosciuta la L.77/20.

E che sarebbe?

Sarebbe che il Laboratorio di Genetica Molecolare di Belcolle non può, ope legis, processare i tamponi COVID-19, poiché la stretta competenza è della sezione di Microbiologia/Virologia del Laboratorio Analisi.

Una modalità normata anche prima di detto disposto di legge, vedasi il DCA 219/2014 R.L.) che riorganizzò le prestazioni di competenza del Laboratorio Analisi, ed il DCA 549/2015 per la Genetica Medica, ma…, dai, mica si scherza, la ASL è come i figli: so’ pezzi ‘e core!!!!

Del resto dalle tenebre non può non emergerne il Principe per antonomasia, Nosferatu, che aleggia ed imperversa: una delibera nottambula (siamo in tema, notate?), la 1297 dello 08.06.21, istituisce un Collegio Tecnico che dovrebbe valutare a posteriori “5 anni” di servizio (chissà come li avrà assommati?) di una affascinante gentildirigente biologa onde attribuirle la “fascia superiore dell’indennità di esclusività”.

Spettacolo! Grande spettacolo! Eh sì, perché con delibera 2743 del 22.12.20 l’incarico professionale (e gli eurini, manco pochini) le erano già stati donati e senza la dovuta verifica del miracoloso Collegio Tecnico che arriva oggi spedito, ma postumo…., sanatoria?

Una sorta di ‘fictio iuris’ difficilmente inquadrabile: chissà se quell’ormai cresciutello investigatore di tanti anni or sono…., ma no, non è il caso.

La ASL è come la mamma: guai a parlarne male! Specialmente ora che il Direttore Sanitario Aziendale, che si cimenta anche come Risk Manager, un tempo ruolo dell’affabulatore ciociaro in sandali, dal Salone delle Bandiere di via Fermi da il fiero annuncio che la impari battaglia contro le prestazioni inevase causa COVID-19 è clamorosamente vinta e tumulata.

Facciamo due conti.

Dal 01.01.21 al 15.05.21, con sedute straordinarie nei fine settimana, sono state eseguite: 185 RM, 290 TAC, 392 ecografie, 127 tra colon/gastroscopie, per un totale di 994 prestazioni.

Calcoliamo circa 90 giorni lavorativi. 185:90=2 RM al giorno, spalmate almeno su 3 distretti; 290:90=3 TAC al giorno, spalmate sulle strutture con TAC a disposizione; 392:90=4/5 ecografie al giorno, spalmate sulle varie strutture abilitate; 127:90=1,2 colon/gastroscopie al giorno; ovvero 1 TAC ogni 6 ore, 1 eco ogni 3 ore, 1 colon/gastroscopia ogni 2/3 ore… e con l’aiuto di strutture accreditate e prestazioni aggiuntive, ovviamente pagate?

Attenzione, la Storia è ricolma di episodi legati alle insurrezioni di masse dileggiate eccessivamente, sarebbe utile magari utilizzare le dritte della ASL di Modena per abbattere le liste di attesa, come fatto in una ASL umbra, terra di Milady Donetti!!

Quasi, quasi è più rilassante seguire le imprese mirabolanti del vulcanico Merendina/Ice-cream man e della sua dolce Frozen/Trolley-woman, tutta protesa a mettere in cassa integrazione le italiche cantine sociali, ammiccare alla biondissima e turbolenta Ardid, che chiama a se maghi, draghi e Re, e rispolverare Confucio: “Voi che governate gli affari pubblici, che bisogno avete di usare punizioni?

Amate le virtù ed il popolo sarà virtuoso”.

By John Wick

John è concentrazione pura, impegno totale, e volontà ferrea.

One thought on “Notte e silenzio in ASL-VT: che nessuno fiati!”
  1. Interessante questo John Wick…: in effetti a Viterbo sembra concentrarsi quell’insipienza italiana tesa a lasciare insoluti i casi più evidenti, ma a montarne di improbabili con una sciatteria che sa tanto di DNA scadente. Bravo John Wick !!!

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