Un immagazzinamento di calore sempre maggiore. Norman Loeb, ricercatore che ha diretto lo studio pubblicato dalla Nasa sul Geophysical Research Letters, si esprime con preoccupazione sul futuro del nostro pianeta: “Andamento allarmante”.

Non sono bastati i vari accordi presi tra Paesi e organizzazioni non-governative negli ultimi 20 anni; un po’ per la loro essenza “soft”, un po’ perché effettivamente non sono mai stati messi in pratica, con  essi la situazione del surriscaldamento globale non è andata migliorando e anzi, questo ultimo studio, dimostra che essa peggiori di anno in anno.

Utilizzando i dati provenienti dai satelliti, in grado di misurare i cambiamenti della temperatura atmosferica e le emissioni di metano e Co2, si è raggiunto un risultato oggettivo che non lascia dubbi: negli ultimi 15 anni, precisamente dal 2005 al 2019, il calore contenuto nell’atmosfera è raddoppiato, facendoci arrivare al maggio 2021 più caldo della storia (con una media di 0,81 gradi superiore rispetto agli stessi mesi dei precedenti anni).

Scioglimento dei ghiacci, innalzamento del livello del mare, incremento delle ondate di calore e dei periodi di intensa siccità, delle alluvioni, l’aumento per numero e intensità delle tempeste e degli uragani: queste sono solo alcune delle conseguenze che seguono un cambiamento del genere.

Solo un brusco e immediato cambio di rotta potrà salvarci; un cambio di rotta che, per ora, non è neanche visibile all’orizzonte.

By Simone Chiani

Nato nel 1997. Viterbo. Diplomato al Liceo Psicopedagogico e laureato in Lettere Moderne. Autore dei libri Evasione (Settecittà, 2018) e Impronte (Ensemble, 2020).

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