Un caos senza fine, quello che sta segnando una campagna di vaccinazione organizzata come peggio non si sarebbe potuto.

Senza lasciare libertà di scelta ai cittadini, costretti di fatto a sottoporsi alla somministrazione a causa di un green pass che, in caso contrario, rende estremamente difficile viaggiare. E con tante incertezze su efficacia e sicurezza che nessuno è ancora riuscito a diradare. L’ultima trovata del governo è il “mix di vaccini”, ovvero la decisione di fare la seconda dose con Pfizer o Moderna per chi ha partecipato agli Open Day AstraZeneca, sospesi dopo la tragica morte della 18enne Camilla Canepa. Un’idea che, però, non piace nemmeno ai medici.

Mentre infatti gli esperti del Cts si sbracciano nel tentativo di rassicurare tutti sul fatto che due dosi con due vaccini diversi siano comunque efficaci e non rappresentino alcun pericolo per la salute, ecco che infatti il mondo della medicini ha iniziato a mostrare un certo nervosismo. Il Fatto Quotidiano ha raccontato il furo sfogo di Silvestro Scotti, capo della Fimmg che rappresenta la maggior parte dei 45 mila medici di famiglia in Italia, che ha chiesto senza troppi giri di parole di mandare a casa la Commissione tecnico-scientifica dell’Aifa, l’Agenzia del Farmaco.

“Il caso AstraZeneca – è stato l’affondo di Scotti – mostra tutta l’inefficienza di questa Commissione. È inaccettabile la vaghezza con cui l’Aifa si esprime in merito al mix vaccinale. Chi si prende la responsabilità? Il medico? Il cittadino? La Regione? Da un ente regolatorio mi aspetto una regola definita. In un Paese normale sarebbero state chieste le dimissioni”.

Con toni più pacati ma sulla stessa falsariga l’intervento di Filippo Anelli, presidente della Federazione degli Ordini dei medici: “Sulla seconda dose deve decidere il medico. Ogni camice bianco si assume la responsabilità di quello che fa”. Allarmi che arrivano poco dopo quello lanciato da Israele, dove il responsabile della campagna vaccinale Arnon Shahar ha spiegato: “Il mix di farmaci? Meglio farvi ricorso soltanto in situazioni disperate”.

 

Fonte: .ilparagone

 

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