Un murales in onore di Amalasunta, uccisa al lago di Bolsena. All’inaugurazione presente il sindaco Lacchini, il consigliere regionale Enrico Panunzi e Marta Chiatti, l’autrice del murales.

Amalasunta è uno dei tanti personaggi storici il cui destino si è intrecciato con quello della Tuscia. Nello specifico, Amalasunta è stata l’unica figlia del re ostrogoto Teodorico. Con la morte del padre, nel 526, la donna divenne regina del regno degli Ostrogoti in nome del figlio Atalarico. Nel 535, Amalasunta venne uccisa sull’Isola Martana, dove era stata relegata.

Una storia intrigante, una morte ancora da chiarire definitivamente. Negli anni, tuttavia, Amalasunta è entrata a far parte del bagaglio culturale di Marta, luogo in cui migliaia di anni fa fu strangolata ed uccisa. Per questo le è stato dedicato un murales sul ponte del paese.

All’inaugurazione, sabato scorso, erano presenti il sindaco Maurizio Lacchini, il consigliere regionale Enrico Panunzi e l’autrice del murales, la giovane Marta Chiatti.

Marta Chiatti ci ha spiegato il significato del suo lavoro: “È una poesia dedicata ad Amalasunta, personaggio storico che è parte integrante del nostro territorio. Lo scritto, nella versione integrale, narra la vicenda di Amalasunta. Ho deciso di dipingere la parte più significativa, ovvero quella in cui si legge chi era lei e dove viene citata la nostra isola”.

È intervenuto anche il sindaco martano Maurizio Lacchini, che ha voluto ringraziare anche il comune di Valentano,: “Questa è la nostra storia, Amalasunta è stata una regina amata ed odiata, ma pur sempre parte della nostra storia. Questo muro era fatiscente, noi lo abbiamo ristrutturato, la street art ha fatto il suo lavoro ed abbiamo scelto di collaborare insieme al Comune di Valentano. Tutto questo grazie a chi ci da una mano, che è la Regione Lazio. Ringrazio Enrico Panunzi, che mi dice sempre ‘quando hai la fascia non hai il colore’”.

Il consigliere regionale Enrico Panunzi ha voluto rimarcare, invece, quanto siano importanti opere come questa, che a qualcuno potrebbero sembrare piccole: “Spero che questo gesto sia un auspicio per il futuro di toglierci ‘ste mascherine. Tra ieri ed oggi avrò tagliato qualcosa come 7 nastri, vi assicuro che non sono fotomontaggi ma presenze fisiche.

Questa nostra provincia va fatta conoscere molto di più, dobbiamo fare in modo di promuoverla e di far conoscere a quanta più gente possibile tutte le bellezze che ci sono. Come Regione Lazio ci occupiamo dell’aspetto di valorizzazione degli spazi anonimi, com’era prima questo muro. La sinergia di due Comuni per partecipare ad un bando regionale per me è una grande soddisfazione, esattamente come quando la Regione interviene in un piccolo comune.

Dobbiamo essere orgogliosi e difendere le nostre comunità e le nostre bellezze, quando lo facciamo in sinergia siamo forti. Sindaco, ti dico quella cosa della fascia perché nel mio piccolo paese abbiamo ricreato una comunità ed abbiamo ricreato il suo dna identificativo perché, è bene ricordarlo, le comunità sono tutte diverse tra loro.

Rispolverare la storia con opere come questa è davvero una bella iniziativa, i sindaci devono continuare con tenacia a fare il proprio lavoro. Fino all’ultimo giorno del mio mandato vediamo di continuare così, dobbiamo stare con la coscienza a posto.

Vi faccio i complimenti e sono contento della presenza dei due sindaci e della Provincia, chi rappresenta qualcuno e non ha il popolo alle spalle, sulla pratica non rappresenta nessuno”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *