Hanno riempito le piazze di Roma e Milano. Hanno curato migliaia di pazienti Covid a casa, in scienza e coscienza.

Hanno scritto al Ministro Speranza, per chiedere che lo schema terapeutico, messo a punto dai medici del Comitato terapie domiciliari Covid 19, fosse preso in considerazione. Finora, però, sono stati ignorati. Perché? È quello che si sono chiesti le migliaia di medici, infermieri, operatori sanitari che lo scorso 6 giugno hanno letteralmente riempito piazza Duomo a Milano.

Ma per loro i riflettori dei grandi salotti tv non si accendono, i medici che in questo anno hanno curato con successo migliaia di pazienti contagiati dal Covid vengono ignorati dal mondo scientifico, dal mondo politico, dal mondo dell’informazione. Ma ora non ci stanno più, perché in ballo ci sono le vite di quanti si ammalano e vengono lasciati in una vigile attesa che in molti casi è l’anticamera della terapia intensiva.

L’avvocato Erich Grimaldi, presidente del Comitato Terapie domiciliari Covid 19,è stato categorico: se non verranno ascoltati, il comitato, che conta oltre 500mila iscritti, lancerà un referendum popolare per la riforma della sanità territoriale. Non solo. Il disappunto dell’avvocato Grimaldi si è rivolto anche contro Mamma Rai, la televisione pubblica che dovrebbe fornire un servizio completo a chi paga il canone e che invece continua a fornire un’informazione a senso unico, a tratti censoria e inquisitoria nei confronti di chi non si allinea al pensiero considerato ufficiale.

In questi giorni, dunque, l’avvocato Erich Grimaldi ha indirizzato una lettera all’onorevole Massimiliano Capitanio, Segretario della Commissione Parlamentare per l’indirizzo Generale e la Vigilanza dei Servizi Radiotelevisivi, per chiedere maggiore trasparenza e informazione, in particolare sui canali RAI.

“Abbiamo visto il silenzio assurdo del mainstream“, ha dichiarato Erich Grimaldi ai nostri microfoni, “ma soprattutto che la RAI non ha informato i cittadini nel tempo circa queste terapie ma anche delle manifestazioni che hanno visto arrivare pazienti e medici da tutta Italia e anche dall’estero.

Abbiamo ribadito che esiste l’Articolo 21 della Costituzione che va rispettato“.

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