“Un enigma avvolto in un mistero avvolto in una tortilla.” Così, nel 1973, il giornale “TIME” descrive lo scrittore peruviano, naturalizzato statunitense, Carlos Castaneda.

In effetti di misteri ce ne sono molti riguardanti questa figura iconica. Primo fra tutti, la sua nascita.

Figlio di Susana Castaneda Navoa, si ritiene sia nato il 25 Dicembre 1925 a Cajamarca (Perù), come riportato sui registri d’immigrazione relativi allo scrittore, anche se ciò non coincide con quanto dichiarato dallo stesso nell’opera della giornalista Carmina Fort “Conversazioni con Carlos Castaneda”, dove afferma di essere venuto al mondo nel 1935 e di aver trascorso i propri anni di vita a San Paolo del Brasile.

Con il trasferimento a Los Angeles, avvenuto durante i primi anni 50, e l’acquisizione della cittadinanza americana, ottenuta nel ‘57, i misteri aumentano, poiché egli, da sempre interessato al mondo delle pratiche spiritiste, incomincia a scrivere di ciò che ha appreso nell’arco della sua gioventù.

Il suo primo libro “Gli insegnamenti di Don Juan: una via Yaqui alla conoscenza” esordisce nel 1968, dando il via a una carriera capace di guadagnarsi la vendita di più di 8milioni di copie e la traduzione in 17 lingue diverse.

Tuttavia, non è questo che interessa a Castaneda, lui vuole divulgare una conoscenza sciamanica antica, vuole raccontare di come sia riuscito a espandere i propri orizzonti. A trovare un equilibrio spirituale.

Il suo disinteresse nei confronti della fama e della vita pubblica vengono immediatamente resi evidenti.
È quasi impossibile individuarlo, rintracciarlo o mettersi in contatto con quello scrittore misterioso che, forse inventando o forse narrando, parla di un mondo energetico sconosciuto ai più.

Un esempio evidente è il famoso incontro con il regista Federico Fellini che, desideroso di trasporre su grande schermo il primo lavoro di Carlos, vola fino in Messico nel tentativo di incontrarlo.

Era il 1985 e, nonostante la sceneggiatura fosse pronta, Fellini dovette rinunciare al progetto, poiché Castaneda aveva, misteriosamente, deciso di dileguarsi.

Autore di altri 11 romanzi, di cui solo uno postumo, Carlos Castaneda è conosciuto come uno dei massimi divulgatori delle antiche conoscenze sciamaniche, affrontate tramite un lungo apprendistato narrato nell’arco dei suoi primi quattro lavori, durante il quale avrebbe vissuto un’intensa elevazione spirituale attraverso riti, preghiera, meditazione e studio.

«Le strade sono tutte uguali: non portano da nessuna parte. Alcune attraversano la boscaglia e vi si addentrano. Posso dire di aver percorso strade molto lunghe nella mia vita, ma non sono mai arrivato da nessuna parte. Questa strada ha un cuore? Se ce l’ha, è la strada giusta; se non ce l’ha, è inutile.»

L’autore descrive la dottrina del maestro Don Juan, sua guida Sciamanica, come estremamente distante da qualsiasi culto moderno.
La tradizione di derivazione è, infatti, quella precolombiana e, dal momento che si concentra sullo sviluppo di una potenza energetica personale, non fa riferimento ad alcuna forma divina o “Salvifica”.

Nonostante una ritualistica comprendente l’utilizzo di sostanze psicotrope, come il Peyote, egli descrive, nel sue terzo libro “Viaggio a Ixtlan”, l’utilizzo di tali “mezzi” come limitante, se non nocivo, al fine di un accrescimento energetico puro.

«La mia percezione del mondo attraverso l’effetto di questi psicotropi è stata così bizzarra ed impressionante che io fui costretto ad assumere che questi stati erano la sola via di comunicazione e apprendimento di ciò che don Juan stava cercando di insegnarmi. Questo assunto era erroneo.»

Carlos Castaneda muore a Los Angeles il 27 Aprile 1998, a causa di un tumore.
Non ci fu alcun funerale e nessun giornale ne parlò fino ai due mesi successivi, quando il “Los Angeles Times” decise di pubblicare il suo necrologio.

È così che uno dei più grandi, quanto misteriosi, autori del 1900 ha voluto andarsene.
Lasciandoci un enigma irrisolvibile, assieme a tante verità arcaiche che non riusciamo ancora a comprendere, nonostante siano scritte su carta.

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