Un post che ha creato polemiche in rete tra chi lo difende e chi lo critica

Alberto Zangrillo si fa un selfie all’aperto senza dispositivo di protezione anti covid e lo scatto finisce subito in tendenza sui social. Il direttore della terapia intensiva del San Raffaele di Milano ha pubblicato su Facebook e Twitter una foto che lo ritrae, su uno sfondo di alberi, con la bandana in testa e gli occhiali da sole. Nessuna copertura, invece, per naso e bocca.

Il selfie di Zangrillo senza mascherina

“Outdoor mode for sane people”, ha scritto Zangrillo in inglese a corredo della foto. Tradotto: modalità all’aperto per persone assennate. In tanti tra i suoi follower hanno interpretato la foto come un messaggio sull’inutilità della mascherina all’aria aperta e questo, come spesso accade, ha scatenato il dibattito tra chi sostiene che il dispositivo anti covid sia ancora necessario anche all’esterno e chi invece pensa che ormai sia una misura superflua.

Del resto, su questo punto il pensiero di Zangrillo è ormai noto. Ed è stato lo stesso primario del San Raffaele ad averlo esplicitato in tv: “Quando sono in montagna su un sentiero in mezzo ai boschi e vedo una persona in lontananza con la mascherina penso che stia sviluppando una patologia psichiatrica”, ha detto recentemente Zangrillo.

“Convivere col virus significa comportarsi con intelligenza e avere rispetto e responsabilità nei confronti degli altri. I giovani devono comportarsi con intelligenza, ma mentre parliamo ci sono migliaia di anziani terrorizzati, tramortiti, non escono di casa da 15 mesi – ha argomentato -. Se vedo una persona da sola sul Lungotevere alle 6 del mattino, mi viene da dire: ‘poveretta’. Mettiamo la mascherina quando entriamo in farmacia, in banca, al lavoro. Altrimenti, no. È la differenza – ha concluso – tra essere un popolo di beoti e un popolo di persone responsabili. Probabilmente facciamo più presa se pensiamo di controllare un gregge di beoti, io mi aspetto molto di più dai miei concittadini”.

 

Fonte: milanotoday

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