21 giugno 2021 alle 5.31 ora italiana sarà il solstizio d’estate: un momento in realtà astronomicamente preciso, che segna l’estate. Un giorno che ricorderemo, quest’anno anche sotto le stelle. Ecco cosa ammireremo nel giorno più lungo dell’anno.

Celebrato da millenni, il solstizio era molto noto dalle culture antiche, consapevoli che il percorso del sole attraverso il cielo, la lunghezza della luce del giorno e la posizione dell’alba e del tramonto cambiassero in modo regolare durante l’anno.

E, soprattutto nelle culture ove l’arrivo dell’estate era una vera liberazione dai rigidi e lunghi inverni, quindi nei popoli che vivono nel Nord ed estremo nord del Pianeta, è stato celebrato e tuttora si celebra come un’esplosione di vita.

Il solstizio d’estate 2021

Come spiega l’INAF, il termine ‘solstizio d’estate’ viene dal latino solstitium, composto da sol-, ‘Sole’ e -sistere, ‘fermarsi’, perché il Sole cessa di alzarsi (o di scendere) rispetto all’equatore celeste ed il fenomeno è dovuto all’inclinazione dell’asse di rotazione terrestre rispetto all’eclittica (il piano dell’orbita terrestre), che può variare con un periodo di 41000 anni tra 22°06’ e 24°30.

Per questo il tradizionale 21 giugno può non essere sempre “rispettato” (nel 2016, per esempio, il momento è stato registrato il 20 del mese). Quest’anno però sì, e in particolare alle 5:31 ora italiana, quando effettivamente la nostra stella sarà nel punto più alto possibile rispetto all’equatore celeste (corrispondente ad una latitudine pari a quella del Tropico del Cancro).

Nel nostro emisfero, quindi, il 21 giugno sarà il “giorno più lungo dell’anno”, in quanto il nostro Sole viaggerà nel cielo sopra l’orizzonte per un periodo più lungo. Tutto l’inverso nell’emisfero boreale, dove nel medesimo momento la nostra stella sarà nel punto più basso rispetto all’equatore celeste e dove quindi verrà registrata la “notte più lunga dell’anno”.

Una pioggia di stelle cadenti

solstizio d'estate 2021

©Stellarium

Quasi per definizione, il solstizio d’estate è nel nostro emisfero il giorno più lungo dell’anno, ma nella sua “breve” notte (e in quelle prima e dopo) quest’anno potremo anche ammirare tante stelle cadenti.

Come riferisce l’UAI, infatti, quest’anno saranno particolarmente favorevoli all’osservazione le lambda Sagittaridi, sciame forse meno noto, ma con meteore luminose, il cui radiante, ovvero il punto da cui le stella cadenti sembrano originarsi, si trova appunto nella costellazione del Sagittario.

Il picco sarà in realtà la notte precedente al solstizio d’estate, quella tra il 19 e il 20 giugno, ma lo sciame è attivo dal 1 giugno al 20 luglio e nelle notti attorno al picco, inclusa quindi quella del solstizio, la Luna non porterà disturbo dalla mezzanotte in poi, e perchè il maggior numero di queste meteore è atteso proprio nelle ore notturne (nella mappa il cielo del 20 giugno alle 2.00 circa).

Occhi al cielo dunque e desideri pronti per l’estate che (finalmente) arriva.

 

Fonte: greenme

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