Una nuova colonia riproduttiva di gabbiano corso è stata individuata su un’isolotto dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella. Una buona notizia per una specie poco comune e a rischio estinzione, che testimonia l’efficacia delle azioni di tutela compiuti dall’area protetta per la conservazione della biodiversità.

Buone notizie per la conservazione degli uccelli marini: nell’Area Marina Protetta di Punta Campanella, nella penisola sorrentina, è stata individuata una nuova colonia riproduttiva di gabbiano corso (Ichthyaetus audouinii). Il corso è una specie di forte rilevanza conservazionistica che è inserita nell’Allegato I della Direttiva Uccelli, il più importante strumento di tutela per gli uccelli selvatici in Europa. È considerato Vulnerabile nella Lista Rossa IUCN e non si riproduceva più in zona da diversi anni. Questo ritorno rappresenta un importante e incoraggiante risultato per gli sforzi di tutela compiuti dall’area protetta.

La colonia è stata individuata sull’isolotto dell’Isca, nella zona B dell’AMP, durante le consuete attività di monitoraggio ornitologico condotte dagli esperti dell’associazione ARDEA, guidati dall’ornitologo Vincenzo Cavaliere. L’area protetta collabora infatti da diversi anni con gli ornitologi per monitorare e studiare le popolazioni di uccelli marini dell’area. Contattato da Kodami Rosario Balestrieri, ornitologo e presidente ARDEA ha così commentato: «L’aspetto più interessante è che non c’è stato uno spostamento di una colonia preesistente, come successo alcuni anni fa a Vivara, ma si tratta di un gruppo riproduttivo completamente nuovo. Ora questa specie nidifica in Campania sia nell’Area Marina Protetta Regno di Nettuno, a Ischia, che a Punta Campanella. La popolazione campana sta quindi crescendo numericamente ed è molto positivo. Un altro aspetto importante da sottolineare è l’importanza dei monitoraggi a lungo termine. Anche negli anni in cui la colonia non era presente sono sempre continuati e hanno permesso così di rilevare immediatamente il reinsediamento. Questo evidenzia quanto sia importante continuare a studiare e a monitorare la fauna anno dopo anno e non in maniera episodica».

A differenza del cugino, il gabbiano reale (Larus michahellis) che vive in città, il corso preferisce l’habitat marino costiero a quello urbano, ed è considerato un ottimo bioindicatore per la salute dell’ambiente in cui vive. Frequenta infatti soprattutto aree con mare pulito e pescoso, dove l’impatto e il disturbo antropico è minimo. Solitamente nidifica su piccoli isolotti desertici poco distanti dalla costa. È una specie che si riproduce quasi esclusivamente all’interno del Mediterraneo e in inverno può arrivare fino alle coste atlantiche del Nord Africa. Grazie al monitoraggio che prosegue da molti anni e alla tecnica dell’inanellamento si è scoperto che alcuni individui nati proprio a Punta Campanella negli anni scorsi migravano in Medio Oriente, Libia, Africa occidentale e anche alle Isole Canarie. Nelle prossime settimane le operazioni di inanellamento continueranno anche sui pulli della ritrovata colonia.

Ma le buone notizie per gli uccelli marini nel Parco non finiscono qui. Negli ultimi anni sono notevolmente aumentate le osservazioni di marangone dal ciuffo (Phalacrocorax aristotelis), di berta maggiore (Calonectris diomedea) e berta minore (Puffinus yelkouan), tutti uccelli particolarmente importanti o a rischio estinzione. Risultati senza dubbio incoraggianti per un’area protetta il cui obiettivo principale è proprio quello di tutelare la biodiversità.

Fonte: kodami.

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