Ed eccoci qui a circa un anno e mezzo vissuto con restrizioni della libertà pesantissime in nome della tutela della salute, ma anche quando i dati risultano incoraggianti, spuntano sempre nuove limitazioni, come ad esempio il green pass, realizzando in tal modo un clima da emergenza infinita.

In Italia continua la discesa di nuovi casi di Covid, un segnale che dovrebbe essere in teoria accompagnato da un allentamento delle “norme di sicurezza”, invece, assistiamo a qualcosa d’incomprensibile, da un lato osserviamo un netto miglioramento dell’emergenza e dall’altro l’introduzione di norme sempre più stringenti come il green pass.

Il green pass europeo serve come esenzione da test obbligatori e quarantene quando si arriva in uno stato estero. Dal 1° giugno può essere emesso dagli stati membri dell’Ue, che grazie alla piattaforma Gateway potranno riconoscere quelli degli altri. Il 1° luglio entra in vigore a tutti gli effetti il regolamento che istituisce il certificato Covid digitale come diritto di tutti i cittadini Ue. In Italia il green pass parte il 15 giugno, come ha spiegato Massimo Garavaglia, ministro del Turismo. “Sarà un modello informatico, ma finché non entrerà in funzione potrà essere sostituito da un documento cartaceo”. Le regole però potranno variare da Paese a Paese, con misure meno rigide decise dai singoli governi.

Il green pass rischia di diventare il simbolo dell’emergenza infinita, in quanto, non garantisce un via libera per tutti i viaggi da e per tutti i 27 Paesi dell’Unione europea. È previsto infatti un meccanismo di blocco in cui, all’aumentare dei contagi, i singoli stati possono decidere di far entrare nei propri confini solo le persone negative ai tamponi, facendo cadere la possibilità per chi è vaccinato o si è negativizzato di non sottoporsi ai test. Questo può succedere in particolare dove è segnalata un’elevata presenza di varianti del coronavirus che destano preoccupazione.

Davanti ad uno strumento che influirà sulla libertà di movimento sulla base di dati statistici, unito all’uso costante di mascherine che interferiscono sulla libertà individuale quando obbligatorie e le continue regolamentazioni di norme anti-covid, l’unica vera emergenza resta quella di salvare la libertà.

 

Fonte: nicolaporro

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