Il presidente della Conferenza delle Regioni Fedriga chiede al governo l’immediata convocazione di un tavolo tecnico per dirimere la questione. Salvini: “Ho chiesto a Speranza di togliere questo assurdo limite”

“Alcune indicazioni contenute nel Dpcm non sono applicabili in zona bianca”. A cominciare dal limite dei quattro commensali al ristorante che, secondo l’interpretazione del ministero della Salute ma non di quello degli Affari regionali,va applicata in tutta Italia. Il presidente della Conferenza delle Regioni e presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, scrive al governo e chiede l’immediata convocazione di un tavolo tecnico per chiarire questa ed altre questioni sulle norme da seguire in zona bianca. Chiarimento urgente visto che tre regioni, Friuli Venezia Giulia, Sardegna e Molise sono già in zona bianca, e altre quattro vi entreranno lunedi prossimo.

E’ un pasticcio quello delle zone bianche, visto che il Dpcm (norma primaria) fa riferimento a regole non contenute nelle linee guida concordate tra Regioni-governo e Cts che sono state allegate all’ordinanza che decreta il passaggio delle regioni in zona bianca. E che lo stesso Dpcm che certamente ha prevalenza sulle linee guida afferma che in zona bianca non devono essere applicate le norme della zona gialla. Chi ha ragione, dunque? Il ministero della Salute che vorrebbe applicare le stesse restrizioni, o quello degli Affari regionali che dà un’opposta interpretazione.

Le Regioni, che stanno dalla parte di Maria Stella Gelmini, chiedono comunque che il governo chiarisca con una parola definitiva una volta e per tutte, anche perché i ristoratori non sanno quali norme applicare e i clienti a quali obbedire. Sulla questione è intervenuto anche il leader della Lega Matteo Salvini: “Ho chiesto al ministro Speranza di evitare la ridicola limitazione dei 4 a tavola al ristorante, al chiuso e all’aperto, almeno nelle zone bianche, perché non ha più senso”.  E anche il sottosegretario alla Salute Sileri è di questo avviso: “Spero venga presto rivisto il limite dei 4 posti a tavola nei ristoranti e pubblici esercizi, credo sia arrivato il tempo e io sono tra quelli che era per più posti a tavola consentiti. Aumenterei a 8-10 posti a sedere, per poi liberalizzare ai primi di luglio. E se vedo un po’ assurdo indossare la mascherina tra il primo e il secondo al ristorante mentre resta l’obbligo alzandosi da tavola negli spazi comuni, mi preoccupano ancora gli assembramenti, soprattutto dei più giovani, fuori dai locali. A casa dovrebbero valere le stesse regole dei ristoranti: si sta insieme a tavola ma distanziati”.

Fonte: La Repubblica.it

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