Il 30 Dicembre 1903 nasce a San Pietroburgo, nel pieno freddo dell’inverno russo, una delle figure più apprezzabili e sfortunate del 1900:
Daniil Charms.

Riconoscibile ai più come un individuo bizzarro, interessato alle avanguardie e all’umorismo, Daniil Ivanovic Juvacev, in arte Charms, incomincia la propria carriera letteraria nel 1925, unendosi al movimento avanguardistico “L’Ordine dei Transmentali”.

È li che incomincia a leggere e pubblicare le proprie opere, costruendosi lentamente la strada che lo avrebbe condotto verso l’immortalità che, tuttavia, egli non poté mai apprezzare.

Oggi, in Italia, possiamo godere di alcune raccolte firmate dal nome Charms, come “Casi” e “Disastri”, ma molti testi rimangono, comunque, privi di una degna traduzione.
Successivamente, nel 1927, incomincia l’esperienza giornalistica, dedicandosi alla pubblicazione di racconti per bambini sulla rivista “EZ”.

Tale attività non lascerà più alcuno svincolo al poeta russo che, perso nel baratro della narrativa infantile, si dedicherà sempre meno alla possibilità di pubblicare alcuni tra i suoi grandi capolavori umoristici.

Un genio incompreso, riconosciuto solo da pochi intimi, vincolato da un mestiere limitante e ossessionato dalla vita rivoluzionaria.
Cos’altro potrebbe accadere?

Il 10 Dicembre 1931 viene arrestato una prima volta, per diffusione di testi immorali e, successivamente, una seconda volta il 23 Agosto 1941.
Resterà chiuso in un ospedale psichiatrico, ingiustamente, fino al giorno della sua morte, avvenuta per fame il 2 Febbraio 1942.

Un finale tragico per un uomo che ha dedicato tutto il proprio spirito umoristico all’arte, non è un caso che, oltre che geniale, fosse completamente pazzo.

“C’era un uomo con i capelli rossi che non aveva né occhi né orecchie. Non aveva neppure capelli, per cui dicevano che aveva capelli rossi tanto per dire.
Non poteva parlare, perché non aveva la bocca. Non aveva neanche il naso. Non aveva addirittura né braccia né gambe. Non aveva neanche la pancia, non aveva la schiena, non aveva la spina dorsale, non aveva le interiora. Non aveva niente! Per cui non si capisce di chi si stia parlando. Meglio allora non parlarne più.” Daniil Charms

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