Non potevamo essere da meno: l’Italia riapre i parchi a tema, i tavoli nei ristoranti e la ASL Viterbo, con del.1123 del 20.05.21, appronta “tavoli tecnici tematici di lavoro”, sotto la spinta ergo-innovatrice del COVID-19, ‘finalizzati alla individuazione di percorsi di efficientamento, alla promozione delle best practices, alla condivisione e diffusione delle competenze ed a favorire l’inclusione ‘.

Povera lingua italica nostra, genuflessa al politichese spinto con inutili intermezzi anglofoni, per non dire poi granché, se non benedire i commensali illustri che vi siedono, tutta roba di vertice, di certo votati a dare l’ennesima spinta alla Sanità viterbicola e proiettarla verso l’Olimpo.

Peccato che il TOC scuola abbia ripiegate le ali che possenti dovevano condurlo a volteggiare tra le aquile: ad Onano, l’ex economo aziendale, ed ora Sindaco, è riuscito lodevolmente a suggerire cosa fare alla ASL, vistosi perso e solo, mentre ad Acquapendente si è inabissato il TOC imprese in un negozio di parrucchiera con un mare di contagiati e strascichi sui media alla Novella 2000.

Aggiungiamoci la sentenza del Tribunale di Viterbo n.146/21 del 05.05.21, con la quale si riconosce ad una infermiera professionale di Belcolle, E.B., al tempo in servizio presso le Malattie Infettive, una forma di TBC contratta in ambiente di lavoro, condannando l’INAIL al pagamento della relativa indennità ex art.13 D. Lgs.38/2000: non male per un nosocomio sull’eterno trampolino di lancio per…., difficile dirlo, ma certo anche il caso del Caposala di Elettrofisiologia (che mantiene stoicamente la sua sala operatoria nella c.d.palazzina COVID) è più di un mistero, avvolto per adesso da un silenzio inquietante.

Gran lavoro per l’INAIL, che ha diligentemente riconosciuto il decesso di C.L. come dovuto al COVID-19, assumendo il caso a tutela, ma: qualora il dipendente risultasse essere “lavoratore fragile”, perché era stato lasciato in corsia?

E nel caso, quali i comportamenti assunti e tenuti dalla Direzione Sanitaria e dal Medico Competente Aziendale che avrebbe dovuto conoscerne le eventuali caratteristiche di fragilità, in forza delle obbligatorie visite periodiche?

Mi assale un dubbio: e se fosse saltato qualche controllo?

No, impossibile, tuttavia….Del resto esiste la personale Cartella Sanitaria di Rischio: non si sfugge!!!

Resta il fatto che la Procura dovrebbe aver aperta l’indagine e se in queste maglie fosse rimasta impelagata qualche figura apicale in ASL e l’indagine fosse stata delegata proprio al servizio tecnico aziendale, lo SPRESAL (non siamo su ‘Scherzi a parte ‘, siamo a Viterbo) in genere allertato in questi casi, come la mettiamo?

Tutti noi confidiamo nella proverbiale terzietà della struttura pubblica, ma voglio essere per un attimo irriverente.

Supponiamo che il vetusto ed ottimo Direttore dello SPRESAL abbia ricevuto, in piena tempesta virale, una comunicazione circa la manifesta criticità logistica della sala operatoria di Elettrofisiologia (immersa nel COVID-19) ed a quella nota non sia seguita una sistemazione alternativa del locale, ne una sua personale risposta in merito.

È una ipotesi, strampalata, ma una ipotesi.

Il Caposala è stato rapito dal virus maledetto.

Forse qualche novello 007 è in azione. Attendiamo la verità.

La conosceremo mai?

By John Wick

One thought on “Votati a dare l’ennesima spinta alla Sanità viterbicola per proiettarla verso l’Olimpo”
  1. Un solo aggettivo: inimmaginabile! Un bravo di cuore alla dirigenza: un mix fenomenale! Dottoressa Donetti, a quando un bel ping-pong tra noi due? Accetta la sfida?

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