Dal 1° luglio comincia la rivoluzione: da nord a sud chiuderanno numerosi sportelli bancomat. Vediamo quali sono le città interessate e le motivazioni.

Il mondo bancario è a due passi da una grande rivoluzione che riguarderà soprattutto gli sportelli bancomat: se da un lato si va verso un costo di commissione su tutti i prelievi deciso dall’Istituto proprietario dell’Atm, dall’altro si va verso la graduale chiusura di questi sportelli e addio prelievo, quasi una contraddizione in termini.

Quando chiudono gli sportelli

Negli ultimi mesi si è discusso tantissimo dei prelievi dal conto corrente, soprattutto di quelli in contanti dal bancomat. Recentemente ci siamo occupati della vicenda facendo riferimento soprattutto al gruppo bancario olandese Ing (Conto Arancio) che dal 1° luglio chiuderà Atm e casse automatiche: questa è stata la comunicazione che hanno ricevuto i suoi clienti, ben 1,3 milioni di persone solo in Italia. La chiusura riguarderà 63 casse automatiche sparse sul territorio nazionale e la contestuale riduzione delle filiali da 30 a 23. Con la stretta del governo contro l’evasione fiscale, gli interventi che mirano alla limitazione del contante sono ormai evidenti. Anche con il cashback si è andati nella direzione di stimolare gli acquisti tracciabili ma adesso arriva una data che fa tremare davvero tantissimi italiani.

Quali sono le prime città

I titolari di conto corrente hanno cominciato il count-down e le misure da attuare per fronteggiare quella che sarà, a tutti gli effetti, una scocciatura e non da poco. I clienti Ing, tra l’altro, oltre a non poter prelevare più i contanti, non potranno nemmeno recarsi in tante filiali anche di grandi città. Come riporta consumatore.com, le prime città ad abbassare per sempre le loro saracinesche saranno Genova, Cagliari, Firenze ma anche Trieste, Mestre, Catania, Bergamo, Monza e Verona tanto per fare alcuni esempi. In Italia, l’unica “isola felice” che non subirà nessun cambiamento, almeno per il momento, è quella di Torino, che in ogni caso limiterà tutte le operazioni tradizionali. Tutte le casse bancomat di Ing presenti sul territorio non saranno più operative ed i clienti dovranno rivolgersi a sportelli di altre banche per tutte le operazioni di prelievo in contanti. Un disagio che sta spingendo in tanti a chiudere il conto e a passare ad altro istituto di credito.

Perché gli sportelli chiudono

Molte banche stanno tentando in tutti i modi di limitare non solo le operazioni in contanti ma anche i depositi di cifre consistenti in conti correnti privi di operazioni finanziarie mettendo alle strette i correntisti che, in questo periodo di emergenza a causa della pandemia da Covid-19, non stanno trascorrendo momenti facili. Tra le banche che minacciano maggiormente operazioni clamorose c’è Fineco che ha fatto sapere di voler chiudere i conti con giacenza superiore ai 100mila euro senza investimenti. E poi, come abbiamo già scritto Widiba è l’ultima in ordine cronologico ad applicare aumenti sui servizi a causa dell’eccessiva liquidità dei proprio clienti che, per tutte le banche, rappresenta un costo non da poco: UniCredit, ad esempio, vedrà un aumento del 33% sul proprio canone mensile dal 1° luglio. Il nuovo amministratore delegato, Andrea Orcel, vuole “sfoltire” i 1.745 miliardi di euro di depositi privati registrati a febbraio da Bankitalia: è l’effetto dei tassi negativi che hanno una sorta di effetto erosivo sui conti delle banche diventando difficilmente sostenibili sul lungo termine.

Fonte: Il Giornale.it

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