Non si tratta di essere dei No vax: un conto è essere favorevoli al vaccino e felici che, finalmente, liberatici di Domenico Arcuri, la campagna proceda a ritmi serrati.

Un conto è credere che sia necessario obbligare le persone a sottoporsi all’iniezione: la libertà di rifiutare un trattamento sanitario dovrebbe rimanere impregiudicata, specialmente in un’epoca in cui, per converso, si discute amabilmente di eutanasia e suicidio assistito, ormai sdoganato pure dalla Corte costituzionale (che, intanto, almeno per certe categorie professionali come i medici, considera perfettamente costituzionale l’obbligo vaccinale).

Ma veniamo ai fatti. Ieri, sul Messaggero, l’ex sottosegretario alla Salute, oggi consigliere di Roberto Speranza, la piddina Sandra Zampa, ha risposto a una domanda sull’ipotesi d’introdurre l’obbligo di vaccinarsi: “Il tema c’è tutto. Vedo in giro troppi sessantenni titubanti e con timori anche comprensibili ma francamente ingiustificati”. Proviamo a capire: i timori dei sessantenni – che si è tardato a vaccinare non perché costoro abbiano paura del vaccino, ma perché, troppo spesso, le Regioni hanno immunizzato la categoria “altro”, caregiver veri o presunti, magistrati, avvocati o amici degli amici – quei timori, dicevamo, sono “comprensibili”. Però bisognerebbe costringerli a vaccinarsi. Anche se, appunto, è “comprensibile” che abbiano dei dubbi, poiché questi sono “infondati”. Ma allora, convincere non è meglio che costringere? Non è più liberale? Non è più rispettoso della dignità di queste persone che, per stessa ammissione della Zampa, non sono fondamentalisti contrari alle cure e ai farmaci, ma persone terrorizzate, peraltro, da una disastrosa campagna comunicativa della quale sono le stesse autorità, che ora discutono di obbligo vaccinale, a essere pienamente responsabili?

Ma ancor più della sortita della Zampa, fa spavento l’uscita di qualche giorno fa di Francesco Menichetti, primario di malattie infettive all’ospedale di Pisa. Leggete qua cos’ha detto: “Deve essere il medico di medicina generale che deve prendere la sua lista di assistiti e controllare in tempo reale vaccinati e non vaccinati. Se non risultano vaccinati, deve segnalare all’autorità comunale che manda i vigili a cercarli. Ovviamente non c’è l’obbligo di vaccino, quindi i vigili andrebbero solo a invitare le persone a farsi vaccinare, non a vaccinarli alla cinese”.

In sintesi, facciamo (quasi) come la Cina. Così, dopo i vigili che hanno fatto il porta a porta per controllare le “feste clandestine”, ce li ritroveremo che “stanano” i sessantenni non vaccinati. Ma per il loro bene, eh, mica per trascinarli all’hub più vicino come farebbero a Wuhan. Toc toc, espertoni: ma se lanciate questo genere di proposte, come fate a meravigliarvi se poi la gente diventa complottista?

 

Fonte:  nicolaporro

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